Salute

Lombardia: pubblico e privato disegnano “Il Manager della Sanità Futura”

Scritto da vocealta

Un salto di qualità nel processo di gestione dei servizi di cura e presa in carico attraverso una serie di cantieri e azioni irrinunciabili su cui concentrare il servizio sanitario regionale lombardo.

E’ questo l’obiettivo del progetto-ricerca “Il Manager della Sanità Futura” promosso da Aiop Lombardia, Fondazione Sanità Futura, Università degli Studi di Milano, Confindustria Lombardia, Farmindustria, Cluster Lombardo Scienze della Vita, Accademia Lombarda di Sanità Pubblica, con il coordinamento di Ecole (Enti Confindustriali Lombardi per l’Education).

Per affrontare la sfida di cronicità e fragilità emerse negli ultimi anni, il documento individua alcune direttrici, come la promozione di un “case manager” per la gestione del percorso erogativo; la costruzione di un “cruscotto direzionale a livello regionale” per apprezzare le performance dei diversi territori con indicatori dello stato di salute della popolazione, al fine di favorire in forma pubblica elaborazioni e ricerca clinica che possano anticipare eventuali azioni di sistema a vantaggio della comunità; il riconoscimento dei nuovi setting di cura, accreditando gli operatori che gestiscono terapie domiciliari complesse e definendo per tali terapie tariffe di riferimento regionali o sviluppando un concetto di “DRG domiciliare”.

Un processo che richiederebbe un potenziamento degli scambi di informazioni e dati tra i livelli di sistema, in particolare tra Medici di Medicina Generale ed Ospedali, il tutto superando una volta per tutte la questione privacy.

«Sviluppare una collaborazione sempre più attiva fra medico di famiglia e medico specialista – afferma Gabriele Pelissero, Professore Emerito di Igiene Università degli Studi di Pavia e Presidente di Fondazione Sanità Futura – è la premessa per un ulteriore salto di qualità per il trattamento del paziente cronico e i nuovi modelli organizzativi del servizio sanitario regionale debbono costruirsi intorno a questo obiettivo ,mobilitando le nuove tecnologie e le risorse di tutte le professioni sanitarie».

Il sistema lombardo, in termini di innovazione tecnologica in ambito sanitario, compete con poli come Barcellona e Boston, un primato che va difeso e le risorse del Pnrr rappresentano una grande opportunità di crescita, ma bisogna farsi trovare pronti.

Il documento per questo individua una proposta per l’agenda regionale declinata in cinque azioni: attivazione di una “Direzione generale dell’innovazione nel lifescienze”; formulazione di un documento per l’attuazione del PNRR in termini di innovazione; mappatura delle innovazioni in corso in modo da evitare doppioni; snellimento di tutte le procedure di accesso ai finanziamenti destinati all’innovazione e individuazione di forme di premialità che sostengano in modo davvero significativo l’innovazione meritevole.

Infine il progetto pone l’attenzione sulla necessità di governare la crescita della spesa sanitaria, soprattutto sul fronte del controllo e del monitoraggio degli acquisti. Pur a fronte dell’accresciuta centralizzazione di gare, esistono infatti ancora ampi margini di miglioramento, in particolare nel realizzare anche una cultura dell’acquisto come investimento del sistema.

Da qui alcune proposte operative: realizzare un sistema di valutazione che correli gli acquisti effettuati alle performance produttive e di salute; costruire progetti pilota di acquisti collegati anche ad elementi qualità/valore; formulare meccanismi di acquisto che coniughino l’aspetto economico con specifici target di impatto strategico: non solo a quanto serve un bene, ma “l’apporto” che questo fornisce alla missione di salute regionale.

«I risultati di questo progetto – conclude Alvise Biffi, Presidente Ecole – evidenziano come ECOLE possa essere oggi considerata un punto di riferimento per tutta la filiera dei servizi sanitari. Siamo riusciti a garantire uno spazio di confronto pragmatico, di analisi dettagliata e di sensibilizzazione sui nuovi scenari. Queste azioni risultano prioritarie in un contesto dove, oggi più che mai, la condivisione strategica è necessaria per creare valore aggiunto e generare dialogo con le istituzioni».

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