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La rassegna stampa di SPIN (16-07-2015)

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Scritto da vocealta

rassegnaLe notizie di oggi sulle prime pagine dei quotidiani sono molte. Anzitutto, via libera del parlamento di Atene al piano Ue. Ma nelle strade è protesta. L’accordo è approvato con 229 voti a favore e 64 contrari, Syriza si spacca e il governo è in bilico. Si scalda il mondo dopo l’accordo tra l’occidente e Teheran, voluto dagli Usa. Si agita l’Arabia Saudita, Obama difende il compromesso. Dubbi anche tra i democratici. Via libera di palazzo Madama al rimborso per 3,7 milioni di pensionati. Spinta di 218 parlamentari con una proposta di legge per la vendita nei negozi e la coltivazione in casa della cannabis. Polemica della Lega. E ancora: reagisce alla rapina, ucciso un gioielliere a Roma nel quartiere Prati. Medaglia d’oro nella spada al mondiale di scherma a Mosca per l’italiana Rossella Flamingo. Il Fatto quotidiano attacca il commissario Expo Sala: “si è inventato quasi due milioni di ingressi”. Avvenire si dedica ai dati sulla povertà: quest’anno secondo Istat non è in aumento ma sono quattro milioni gli italiani in condizione di indigenza. Sul Sole: Fed, rialzo dei tassi Usa in autunno. Yellen ottimista sulla ripresa, stretta monetaria entro fine anno. Dollaro in aumento sull’euro. Nuovo balzo delle borse.

 

Politica

 

Salvini si reca al Colle e manda un messaggio destinato a produrre effetti: “pronto a trattare con Renzi. Rivedere l’Italicum non mi interessa e sul Senato elettivo non faccio barricate”. Barbara Fiammeri sul Sole con un articolo ampio e completo.

 

Dopo aver ‘cuccato’ la pagella dei dem buoni e cattivi in tv, Tommaso Ciriaco svela su Repubblica l’ultima iniziativa renziana: un vademecum sulla Buona scuola –  in tutto venticinque tra domande e risposte – che sono state inviate ai deputati democratici per sostenere la riforma dell’istruzione in talk show e per la strada. Un’iniziativa che – sottolinea il quotidiano diretto da Ezio Mauro – ricorda molto il Mattinale inventato da Bonaiuti e adesso diretto da Brunetta. Simpatico il riferimento ai precedenti democristiani e comunisti.

 

Sull’iniziativa parlamentare pro cannabis il commento sul Corsera a firma Giuseppe Remuzzi: “sappiamo che fa male, dannosa soprattutto per i giovani”. Su Repubblica, il sottosegretario Della Vedova: “il proibizionismo è un tabù ma riusciremo a sconfiggerlo”. Giacomo Galeazzi su La Stampa intervista il farmacologo Garattini: “La cannabis fa sempre male, danni anche dopo 15 anni, soprattutto ai più giovani”.

 

Intercettazioni. Dino Martirano sul Corriere riferisce della risposta del ministro Boschi a un interrogazione pentastellata. “I colloqui sono irrilevanti. Sulla fuga di notizie si sono attivati il ministro della giustizia e il procuratore generale presso la Cassazione”.

 

Fabrizio De Feo sul Giornale fa doppietta. Dà spazio a un Berlusconi per nulla preoccupato delle scissioni di Fitto e Verdini e intervista Antonio Tajani: “i repubblicani Usa sono il nostro modello. Silvio molto popolare a Washington, presto una missione ufficiale”.

 

Intanto però Fitto se ne va. Salvatore Dama su Libero riprende i conti fatti da Vittorio Amato per l’Adnkronos: se veramente Fitto dovesse raggiungere i venti parlamentari, Forza Italia perderebbe 1 milione di rimborsi della Camera. Il Foglio dà spazio al leader di Conservatori e riformisti che spiega il suo programma, critica Berlusconi e cerca uno spazio in un centro destra sviluppista e anti Merkel.

 

Federica Fantozzi su l’Unità intervista Debora Serracchiani: “non c’è corto circuito tra partito e territorio. Solo casi locali. A Roma bisogna rafforzare la giunta, il primo a saperlo è Marino. In Sicilia stiamo lavorando a ricucire tra Crocetta e il Pd isolano. Ora facciamo un tagliando alle primarie”.

 

Il Corriere della Sera, con Andrea Garibaldi, intervista Claudio Scajola: “il mio partito è Forza Italia. Prendo la tessera radicale per combattere su carceri e giustizia. Forza Italia oggi è un po’ assente e gli attuali dirigenti usano due pesi e due misure: gli avversari sono colpevoli, gli amici innocenti”.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno ci informa che il caso Azzollini è rinviato a dopo il rimpasto di governo e il giro di valzer alla presidenza delle commissioni (previsto per il 21 luglio).

 

Caso Tirreno Power

 

Giacomo Amadori su Libero scrive: “De Vincenti era a disposizione degli uomini di De Benedetti. Il pm che indaga sui 427 morti di Tirreno Power inchioda il sottosegretario. “I manager di Cir e Sorgenia stabilivano cosa fargli fare”. Lui intercettato diceva: “Devo evitare di dare l’impressione di ingerenza”. Duro anche il commento di Maurizio Belpietro: porcate al governo sulla centrale killer. Ci sono solo due strade, o chiarisce o si dimette. De Vincenti non è indagato ma deve spiegare i rapporti con la società, il presunto aiuto per aggirare i divieti e le pressioni sui pm. Il braccio destro di Renzi non può avere ombre”.

Ferruccio Sansa sul Fatto Quotidiano scrive delle “trame di palazzo per salvare la centrale dei veleni. Cambiato il vertice del Noe e capitano Ultimo esautorato”.

 

Esteri ed economia

 

Iran. Obama – scrive Giuseppe Sarcina sul Corsera – difende il compromesso sul nucleare. “Senza intesa rischio di guerra”. Ma Renzo Guolo su Repubblica affronta il nodo: l’Iran e il fronte saudita. Interessante il reportage di Vanna Vannuccini nelle stesse pagine: “ritorno in sordina per i negoziatori, il regime teme l’entusiasmo della piazza. Zarif in preghiera e ora a Teheran è lotta contro i falchi”.

 

Scrive su La Stampa Maurizio Molinari che “la regia di Khamenei lascia la scena ai riformisti, restando arbitro dell’intesa”. Il giornalista annota anche in un commento che ora “Israele si sente abbandonato”.

 

Carlo Panella firma l’apertura del Foglio: “L’Iran e l’internazionale del terrore. Perché in medio oriente non ci si può fidare della forza atomica degli sciiti”. Il giornalista rampogna duramente Federica Mogherini, accusata di superficialità sul doppio volto degli iraniani, sostenitori dei gruppi più radicali in diversi Paesi. Jacopo Giliberto intervista Casini sul Sole: “Teheran ci apre nuove strade”. E nelle stesse pagine Laura Serafini: Eni scommette sui nuovi contratti.

 

Ettore Livini per Repubblica racconta l’approvazione del piano da parte del parlamento greco. Si spacca Syriza. Tra i no, Varoufakis.

 

Tonia Mastrobuoni per la Stampa scrive della posizione di Fmi e Cameron: “il debito greco è fuori controllo, giusto il principio per il quale ci deve essere un alleggerimento”. Ma l’Ue snobba Londra: avanti sugli aiuti.

 

David Cameron gioca con il Fmi la mossa sul debito. Senza un taglio o un allungamento delle scadenze di rimborso il fondo monetario non parteciperà al terzo salvataggio della Grecia: “livello insostenibile, va ristrutturato”. Giuseppe Sarcina sul Corsera.

 

Sul Sole, Alessandro Merli riferisce dei conti del Fmi e delle “tre pagine che inchiodano Berlino” e che “mettono a nudo le crepe che già cominciano ad apparire nell’accordo raggiunto tra Grecia e creditori”. Se non si abbassa il debito greco, il Fmi non parteciperà al salvataggio greco. Ed è il Fmi che fornisce parte importante degli 85 miliardi promessi e che assicura la copertura al governo tedesco davanti a un Bundestag riluttante a impegnare nuovi soldi dei contribuenti tedeschi.

Sull’obbligo di rendicontazione per gli autonomi che ritirino somme significative al bancomat c’è il dietrofront del governo e la presa di posizione del leader di Scelta Civica, il sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti, che dice: “se non tolgono le sanzioni, saliamo sulla barricate. Sarebbe una scelta suicida per i cittadini colpiti. Bisogna riequilibrare i rapporti tra contribuente ed agenzia delle entrate”. Intervista a firma Gian Maria De Francesco su Il Giornale.

 

In Romagna, vongole addio. Per un millimetro diventano illegali: troppa acqua dolce dal Po e il mollusco marino non raggiunge il diametro di 2,5 centimetri imposto dall’Europa. La protesta dei pescatori: “Multe da capogiro se le raccogliamo”. Su Repubblica, Jenner Meletti.

 

Sul Giornale, importante il commento di Piero Ostellino: “Il ricatto di questa Unione, più sovietica che europea”.  Critico nei confronti sia dell’Ue che di Renzi.

 

Chiesa

 

Gian Guido Vecchi sul Corsera riprende la testata online diretta da Jacopo Tondelli, glistatigenerali.com, con un inedito racconto del confessore del cardinale Martini: “Quando Martini disse a Ratzinger: la Curia non cambia, devi lasciare”.

 

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