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La rassegna di SPIN (30-03-2015)

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Scritto da vocealta

logo spinLa marcia dei 70 mila di Tunisi contro il terrorismo e il pericolo terrorista su La Stampa e Il Giornale, la vittoria di grande portata di Sarkozy ai ballottaggi per i dipartimenti sul Corsera e Repubblica e la chiusura degli ospedali giudiziari sul Messaggero, ecco i temi di oggi.

Politica

Dopo le esternazioni di Romani e Matteoli, le fibrillazioni di Fitto, le scintille di Brunetta, intervista di Carmelo Lopapa a Deborah Bergamini su Repubblica. La responsabile comunicazione di FI prova a riprendere il filo del discorso: Alfano deve correre a sostegno di Caldoro, Salvini la deve smettere di fare i capricci sennò con Renzi perdiamo, il PPE è la casa europea di Forza Italia, rispetto gli allarmi di Romani e Matteoli che sono stati dirigenti negli anni delle vacche grasse e delle vacche magre, ma un po’ di autocritica sul loro contributo, no? Permane il gelo su Fitto.

Sul Mattino di Napoli e su Repubblica, Vendola contro Renzi per la candidatura De Luca.

Roma. Alfio Marchini seduce i forzisti. L’imprenditore ospite dell’incontro organizzato dagli azzurri Francesco Giro e Antonio Tajani.

Tunisia e Terrorismo

Domenico Quirico su La Stampa: “Ecco la vera primavera. Il popolo ha scelto la libertà”. Uccisa la mente dell’attacco al museo del Bardo. Cramer sul Giornale dà voce a Berlusconi polemico con l’Europa: “Non fa nulla contro Isis”. Fausto Biloslavo firma il pezzo di apertura del quotidiano diretto da Sallusti: le bandiere nere dell’Islam sventolano già in Europa. C’è una roccaforte estremista islamica al confine tra Bosnia e Croazia. L’imam moderato ha denunciato di essere stato assalito già cinque volte da dicembre per essersi schierato contro il reclutamento di volontari in Siria. Intanto Repubblica informa in un trafiletto che al vertice di Sharm El Sheikh è nata una forza araba congiunta come risposta all’avanzata dello Stato islamico.

Francia

Anais Ginori su Repubblica racconta il trionfo di Saarkozy, che indica la rotta: “Ora puntiamo a regionali e presidenziali”. Tracollo socialista e Le Pen non sfonda. Secondo il leader dell’Ump, la destra mai così forte in Francia. Effettivamente – sottolinea Stefano Montefiori sul Corriere – l’Ump trionfa nei feudi della sinistra. Il partito socialista battuto in quasi metà delle province che governava.

Sul Messaggero, il politologo Alessandro Campi invoca il modello Sarkò per frenare i populismi nostrani. Campi scrive: Berlusconi, debole strategicamente e povero di prospettive, non ha mai accettato (come invece ha fatto il PD) di avere un concorrente più radicale. Diversa la lezione francese: difendere identità nazionale e memoria storica non equivale, come pensa o vuol far credere la sinistra, a sognare una società etnicamente pura e senza immigrati.

Economia

Due interviste del Quotidiano nazionale. All’economista Marco Fortis, secondo il quale la ripresa è alle porte. Al commissario europeo Jirki Katainen che dice: senza riforme su lavoro e fisco inutili gli investimenti.

Sul Corriere, intervista tranquillizzante del presidente di ChemChina, Ren Jianxin, che dice: Pirelli è italiana, non la cambieremo, Tronchetti Provera resterà ad per 5 anni e sceglierà il suo successore, ma nessuno si illuda, non ci sono spazi per iniziative di contro-Opa.

Stefano Righi sul Corriere Economia scrive di un fronte unico per il nuovo board di Unicredit. Novità: due vice presidenti, aumento dei consiglieri donna, cda ristretto. Nessun dubbio sulla riconferma del presidente Vita e di Ghizzoni. Le mosse di CariVerona difficilmente porteranno alla creazione di una diversa lista e Palenzona si conferma naturale collettore degli interessi italiani.

“Quote latte, addio”. Soddisfatto nell’intervista a Repubblica, il ministro dell’agricoltura, Maurizio Martina: “Ora la sfida di concorrenza ed export. Bene le alleanze internazionali se sono un presidio per l’italianità”. Ma Coldiretti protesta domani a Roma: “Allevatori sottopagati e troppi trucchi”.

Giustizia

Chiusura degli ospedali giudiziari. Il nuovo capo del Dap, Santi Consolo, intervistato dalla responsabile della cronaca giudiziaria del Messaggero, Silvia Barocci. “Le strutture senza sbarre potrebbero avere problemi”. E ancora: “La chiusura delle strutture non potrà avvenire il 31 marzo prossimo”. Il capo del Dap appare fortemente critico con i padri della legge che ha dato vita alle nuove strutture, prive di standard di sicurezza adeguati. Dentro solo medici e infermieri per far fronte all’aggessività di alcuni internati. E non sono previste sbarre. Invece, progressivamente, le vecchie strutture per i malati psichici saranno occupate da detenuti in custodia attenuata. E sempre sul Messaggero: “Manicomi criminali, la chiusura fa paura”.

Istituzioni

Massimo Sideri sul Corriere riprende la notizia del passaggio di mano di Alessandra Poggiani all’agenzia digitale e dice: “il caso dell’Agid rischia di diventare cartina al tornasole della capacità del premier di passare dalle parole ai fatti”.

Trattativa Stato Mafia. Bianconi sul Corsera dà voce alla versione dell’ex ministro Mannino. Lucido, afferma: “Sono imputato permanente da 25 anni e accusato oggi di una norma («minaccia a corpo politico dello Stato») mai utilizzata nemmeno durante il fascismo”.

Federico Fubini, su Affari&Finanza: tra due anni e mezzo scade l’incarico dell’attuale direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via (ex Banca Mondiale). Renzi vuole un esterno, cresciuto in istituti commerciali o d’affari, professionisti che operano nelle principali piazze borsistiche. Attenti – scrive – a non sbagliare.

Italicum. Il PD si riunisce – scrive Daniele Di Mario su Il Tempo – per una riunione farsa. Renzi ha una minoranza schiacciante. Ginefra invoca il ‘metodo Quirinale’, ma la minoranza sa già di dover spostare lo scontro direttamente alla Camera. Non a caso il deputato Nico Stumpo dice a Repubblica: “Aperture insufficienti, quella legge non la votiamo”. Lui no, ma forse Cesare Damiano sì. Nei giorni scorsi – segnala Spin – Renzi avrebbe sondato ambienti di ‘opposizione’ nel partito per un via libera alla legge elettorale in cambio di seggi. Obiettivo? Votare ne 2016, anche perché nel 2017 c’è il congresso del PD.

Qui Cgil

Intervista di Cofferati a Roncone sul Corsera a proposito del comizio di Landini e la presenza di Camusso. Bocciata su tutta la linea la partecipazione silente dell’attuale segretario generale Cgil. Immobile sulla scaletta e attiva solo per un bacio di sostegno. Praticamente – Cofferati non lo dice – trattata come una velina. Il punto – come dice Cofferati al Corriere e come scrive Roberto Giovannini su La Stampa – punta ai congressi della Cgil. L’obiettivo è l’alleanza con i pensionati per conquistare la segreteria.

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