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La rassegna di SPIN (29-03-2015)

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Scritto da vocealta

logo spinLa manifestazione della Fiom e gli strali anti renziani di Maurizio Landini, le polemiche connesse alla conclusione controversa e tardiva del caso Meredith, gli strascichi relativi alla tragedia aerea di pochi giorni fa e l’accusa a Lufthansa di aver mentito e sbagliato, prima e dopo lo schianto del velivolo, si riapre il dibattito in Forza Italia e anche nel PD. Nel centro destra a far discutere è Paolo Romani, inaspettatamente critico. A sinistra, seriamente in dubbio la candidatura di Vincenzo De Luca a governatore della Campania. Auguri a Pietro Ingrao, che compie oggi cento anni. Questi i principali temi di oggi, buona lettura.

Landini

Il leader Fiom sul palco della manifestazione di Roma dice che Renzi è peggio di Berlusconi. E scatena le reazioni. Marcelle Padovani dice: Maurizio la smetta di rifarsi alla memoria di mio marito, Bruno Trentin. Repubblica dà voce a due opinioni differenti nei rapporti con Landini. Da una parte Bindi – “Una piazza da ascoltare ma Matteo non è peggio di Berlusconi” – e dall’altra Damiano: “Una protesta anti governo che non condivido e va sciolta l’ambiguità”. Nelle stesse pagine Roberto Mania scrive: “Baci sul palco con Camusso, ma il leader Fiom punta al trono Cgil e non a fare un partito politico”. Renzi – scrive sul Messaggero, Marco Conti – “tira dritto: una manifestazione come tante. Stiamo portando l’Italia fuori dalla crisi”. La convinzione è quella – sottolineata anche da diversi altri quotidiani – di trovarsi a un insieme di sigle con poco consenso.

La notizia più pesante a proposito di Landini è pubblicata però da La Stampa in un trafiletto, regalo degli amici di Fim-Cisl che hanno rivelato le adesioni allo sciopero promosso dalla Fiom per partecipare alla manifestazione di Roma. A Pomigliano hanno aderito in 6 lavoratori. I sei delegati dei metalmeccanici Cgil.

Caso De Luca

Il Corriere della Sera inchioda il candidato governatore del partito democratico con un sondaggio chock di Pagnoncelli: per l’83% degli elettori Dem non deve candidarsi. Intervista di Marco De Marco al candidato che sembra proseguire nella sua linea del “non vedo un problema”, ma gli spazi si restringono. E il titolo del Corsera, “Quattro elettori PD su cinque. De Luca deve rinunciare a correre” suonano come un de profundis. Anche perché nel frattempo – come annota Repubblica – I Dem ad Agrigento liquidano il vincitore delle primarie, Alessi, azzerando la consultazione.

Non meno tenero Eugenio Scalfari che in “Bisogna aiutare Matteo a difendersi da sé stesso” fa riferimento proprio ai casi dei candidati Pd e dei sottosegretari coinvolti in vicende giudiziarie.

Wanda Marra sul Fatto Quotidiano cita un po’ di dinosauri ed ecco De Luca: non solo condannato e sottoposto agli effetti della Legge Severino, ma anche sulla piazza politica da un quarto di secolo.

Parlamento e istituzioni

Secondo La Stampa – articolo a firma Francesco Grignetti – Orlando stoppa il piano Gratteri sulla riforma delle intercettazioni. Secondo il ministro: “Contributo importante della commissione istituita presso palazzo Chigi, ma non tutto diventerà legge”. Ipotizzato il carcere per i giornalisti che pubblicano i testi delle intercettazioni irrilevanti sul piano penale. Nell’articolo si fa capire che c’è una certa ruggine tra il titolare del dicastero e il magistrato e che alla fine, per la fuga di notizie dalle procure, pagheranno solo i giornalisti.

Alessandra Poggiani lascia, Il Corriere della Sera, con Massimo Sideri, annota le tribolazioni infinite dell’agenzia per l’Italia digitale.

Renzi sfoggia ottimismo, ben riassunto da Mariolina Sesto sul Sole: cala il costo della bolletta elettrica e del gas, segnali di ripresa e dunque inversione di tendenza, la crisi è finita.

Giovani Minoli sul Sole scrive di Rai e si chiede: “E’ tutta qui la rivoluzione?”. Il grande giornalista esprime perplessità per la “confusione del governo”. Minoli si augura che la tecnica del premier sia sempre la stessa: sollevare un tema, vedere le reazioni e correggere il tiro. Speriamo sia così – annota – perché diversamente la montagna avrebbe partorito il topolino. Sulla stessa lunghezza d’onda Enrico Mentana su Repubblica.

Politica

Angelo Panebianco firma un editoriale sul Corriere che, partendo dalle leadership di Berlusconi e Renzi e dalle polemiche (fortissime per il primo, deboli per il secondo) che hanno accompagnato le rispettive performance di governo dice: l’Italia sta guarendo dall’idea che un uomo forte al comando voglia dire odore di fascismo. Un’analisi sinceramente un po’ superficiale e monca, ma evidentemente è domenica anche per gli editorialisti.

Forza Italia. Inaspettatamente Paolo Romani a un incontro pubblico subito ripreso dalle agenzie riapre il dibattito interno e lo fa criticamente nei confronti della gestione Berlusconi-cerchio magico. Ne scrive perfettamente Carmelo Lopapa su Repubblica. Esultanza dei fittiani, irritazione di Brunetta, smarcamento di Toti.

Tragedia Lufthansa

Su Repubblica, Andrea Tarquini scrive dei deliri di Lubitz. Guido Olimpio sul Corsera paragona il tedesco ai killer di massa statunitensi. E nelle stesse pagine Danilo Taino spiega perché negli Usa il pilota non avrebbe potuto volare ma espone anche i numeri che spiegano la sicurezza degli aerei. Sul Messaggero, giustamente, si sottolinea come crolli il mito dell’efficienza tedesca e il Giornale – con Giuseppe Marino – riporta il caso Lubitz a una categoria che è facile incontrare ogni giorno, il frustrato cronico. Antonio Socci per Libero affronta la questione in modo diverso da tutti: “L’Europa ha chiuso Dio fuori da quella cabina di volo. Dopo l’11 settembre agli americani venne normale riunirsi per pregare. Nel vecchio continente invece la religione è messa al margine: i veleni delle vecchie ideologie del Novecento circolano ancora nelle nostre vene”. Sulla stampa italiana non mancano i riferimenti al caso Schettino e alle strumentalizzazioni tedesche in occasione della tragedia di Costa Concordia.

Auguri Pietro!

Paolo Franchi sul Corsera, Piero Sansonetti, Luciana Castellina e Fausto Bertinotti sul Garantista sono i più bei ricordi di oggi del leader intellettuale della sinistra anti liberista ma libertaria del Pci.

Caso Meredith

Sarzanini sul Corsera propone la sua “Anatomia di un verdetto” e sottolinea la decisione unanime in camera di consiglio, dovuta a “prove troppo contraddittorie, così è inutile un altro processo”.

Su Repubblica, Raffaele Sollecito comprensibilmente dice: “Contro me e Amanda sette anni di menzogne. Niente mi potrà risarcire, ma chi ha sbagliato, paghi”.

Economia

Sul Sole segnaliamo Luca Ricolfi che spiega molto bene perché le cifre del governo sulla ripresa e l’occupazione, per essere attendibili, devono essere complete. Da ciò il titolo: “Segnali veri e segnali di fumo”. Ma il quotidiano della Confindustria dà atto anche delle stime al rialzo sulla crescita contenute nel Def: +0,7% del Pil.

Il presidente della fondazione MPS, Clarich, intervistato dal QN, blinda Profumo: “alla guida fino all’aggregazione”. E sull’aumento di capitale: “Prima vediamo il piano”. Cisnetto sul Messaggero ricorda una cosa banale ma vera: “Per avere vera ripresa occorre ripensare il welfare”, ma l’elemento forse più significativo di oggi, anche se riportato in breve dal Corriere, è dato dal ministro Alfano che ha proposto ieri di rialzare, ai livelli Spagna e Francia, il tetto per l’uso dei contanti, dai mille attuali a tremila. Grandi attese.

Brunetta sul Giornale scrive dell’imbarazzante silenzio della Ue di fronte all’avanzata della Cina. Bruno Villois su Libero: “Il nostro turismo può valere dieci punti di pil”. Furio Colombo sul Fatto: “Pirelli e Fiat, come finisce un grande Paese” e sempre nelle stesse pagine la notizia che l’anti corruzione ha acquisito le carte sull’affidamento a Eataly dell’appalto senza gara per gestire la ristorazione degli 8 mila metri quadri del padiglione Italia di Expo.

Latte. Sono finite finalmente le quote ma ora il pericolo è sulla qualità, l’invasione straniera e il crollo dei prezzi. Su La Stampa, Alberto Prieri.

Romano Prodi sul Messaggero: “Bisogni del pianeta. La sicurezza alimentare non può più attendere”.

Esteri

Al voto tra massacri in Nigeria. Bene sia Corriere che Avvenire, ma la notizia è su tutti i giornali.

Sul Corsera anche una nuova puntata dello scandalo dell’account privato di Hillary Clinton utilizzato illegalmente per inviare e ricevere mail su questioni di Stato. La probabile futura candidata presidenziale ha cancellato tutte le mail dal server privato che ha utilizzato quando era Segretario di Stato. Durissimo il Washington Post che, sotto il titolo, “I pericoli di una nuova presidenza Clinton”, scrive: “sarebbero solo nuove opportunità di scandalo”.

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