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La rassegna di SPIN (04-05-2015)

rassegna
Scritto da vocealta

rassegnaI quotidiani principali danno spazio anzitutto ai tanti milanesi impegnati a rimediare alle devastazioni dei black block. In secondo luogo alle contestazioni subite dal premier in occasione della sua visita alla festa dell’unità di Bologna. Al centro delle tensioni, la scuola. Intanto a Milano gli arresti dopo le devastazioni no Expo sono solo cinque.

Politica

Ultime ore prima dell’approvazione dell’Italicum alla Camera. Il clima si surriscalda. A parlare (ieri) è soprattutto Enrico Letta che durante la trasmissione “In mezz’ora” critica il premier. Berlusconi rilancia l’idea di una riaggregazione dei moderati nel centro destra. Cosi Alessandro Trocino sul Corsera. Goffredo De Marchis offre la “svolta del premier”: nella strategia di pace l’offerta della direzione dell’Unità a Cuperlo, che però rifiuta.

Intanto la contestazione di Renzi a Bologna viene ben raccontata da Gilberto Dondi per il Resto del Carlino: “il premier assediato dai collettivi. Respinti 150 antagonisti che volevano contestarlo. La manifestazione si ferma davanti all’ingresso del parco della Montagnola. Il Fatto Quotidiano sceglie la notizia come copertina della prima pagina: “Renzi e Giannini fa rima con Gelmini”. E annuncia: “Domani in sette città la grande protesta contro la ‘buona scuola’ del governo. Parlano alunni, docenti, genitori e amministrativi. Gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d’Europa: 23 mila lordi contro i 40 mila tedeschi. E lavorano anche di più: 18 ore contro la media Ue di 16,3”.

Qui Forza Italia. Carmelo Lopapa sente, per Repubblica, Laura Ravetto, elmetto e fucile contro Renato Brunetta: “Sulla Boschi ha sbagliato a generalizzare e sulla legge elettorale, in Aula la battaglia è persa, lavoriamo sul dopo: dal listone di centro destra alla sollevazione di rilievi davanti alla Consulta”. Francesco Cramer per il Giornale ci racconta un Berlusconi impegnato su due fronti, la tenuta del gruppo alla Camera alla prova dell’Italicum e la sfida nelle regioni.

Ma l’approvazione dell’Italicum porta con sé conseguenze. Per il Corsera, Tommasp Labate sente Alessandra Ghisleri, che dice: domattina il Pd di Renzi andrebbe al ballottaggio con i Cinque Stelle e quindi stravincerebbe, ma in due anni può cambiare tutto.

Qui centro sinistra. Avventurosa intervista di Ciriaco De Mita ad Ottavio Lucarelli per Repubblica. Titolo molto semplificato: “Con De Luca per far rivivere la storia dc”. Di fatto l’ex presidente del consiglio si conferma padre padrone dell’Udc in Campania. Ad Adolfo Pappalardo, sul Mattino, Vincenzo De Luca non vede trasformismi nella mossa dell’Udc: “Conquistare alla causa anche forze che stavano a destra ci avvicina alla vittoria”. Paolo Mainiero nelle stesse pagine ridimensiona di molto l’effetto che il sostegno di De Mita avrà in favore di Caldoro.

Ambiente

Intervista al ministro Galletti alla vigilia dell’arrivo in aula alla Camera degli ecoreati. Saranno finalmente compiutamente incorporati nei reati penali, ma “via i divieti troppo severi alle estrazioni petrolifere, come la tecnica dell’air gun”. Su La Stampa, Francesco Grignetti.

Fatti di Milano

A Carlo Moretti per Repubblica, Roberto Vecchioni dice: “Credono di fare la rivoluzione ma devastare tutto è solo demenziale”. Forse la metà dei devastatori leggendo l’intervista resterà spiazzata. Ascoltando le ultime canzoni ci si era fatti un’idea diversa. Di altro tenore, Mogol al Quotidiano Nazionale, intervistato da Turrini: “Lo Stato usi la forza. I devastatori si sentono intoccabili. Chi non rispetta la civiltà deve essere fermato. E bisognava prevenire”.

Il Giornale affida a una tripletta i suoi commenti. Piero Ostellino se la prende con “Gli odioti della piazza e quelli peggiori che non condannano”. Magdi Cristiano Allam ce l’ha con uno Stato che tollera troppo, dagli anarchici ai terroristi. Giannino Della Frattina svela l’insoddisfazione dei milanesi nei confronti di Pisapia. Regione Lombardia in contropiede: “Denunceremo i centri sociali”. A ciò si aggiunga il servizio di Luca Fazzo che racconta dei tanti antagonisti fermati e poi liberati prima del corteo. Creduti dai magistrati quando hanno dichiarato di essere a Milano per il calcio. Negate le espulsioni richieste dalla polizia.

Altro

Su Affari e Finanza nuovamente al centro l’Agid. La Repubblica invoca una svolta e un vice ministro a tempo pieno.

Economia

Repubblica, allegato Affari e Finanza, interpella l’economista Paul De Grauwe, che nel colloquio con Eugenio Occorsio dice: “Per arrivare a un’Europa più coesa e solidarle serve una volontà politica che oggi manca”. Il direttore dell’istituto europeo della London School of economics, in linea con altri economisti citati nei giorni scorsi da 7su7, sottolinea: “a cosa è servito il gigantesco rifinanziamento ai greci se poi non è accompagnato da alcuna fiducia nelle capacità del Paese di rimettersi in piedi?”

Coop rosse. Doppietta de Il Giornale con Angelo Allegri. Un’intervista a Giovanni Consorte, ex numero uno Unipol: “Una volta contava il Pci, ora solo gli interessi. Dal partito mi aspettavo più sostegno, ho sistemato i loro debiti. La logica del sistema mutualistico è saltata. Troppi i nodi irrisolti. Se le coop non cambiano, non avranno futuro”. Nell’articolo titolato “Così si estinguono le coop. Dai supermercati all’edilizia, l’economia rossa rischia di fallire. Scandali a catena, tangenti, fallimenti, spaccature interne. La lega della cooperative affronta la più grave crisi della sua storia”.

Ben’altra la salute delle coop bianche. A Luigi Grassia per La Stampa, il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini (Conserve Italia), suona la carica: “Siamo contadini industriali da un miliardo di euro. Valfrutta, Cirio, Yoga e Derby: nel settore dell’ortofrutta siamo la cooperativa più grande d’Europa e abbiamo stabilimenti anche in Francia e Spagna. Potremmo comprare all’estero per spendere meno, invece l’86% delle nostre materie prime sono italiane. Il 14% sono prodotti esotici”.

Alitalia riapre la rotta Milano-Shangai. Decisivi l’Expo e l’accordo con Etihad. Ma Montezemolo è contento. Raffaella Polato sul Corsera.

Esteri

Andrea Riccardi per il Corriere accende i riflettori sulla strage silenziosa degli Yazidi, perseguitati ancor più di ebrei e cristiani dai musulmani sunniti-

 

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