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La Cassazione: fare il saluto romano non è sempre reato

Scritto da vocealta

Bisognerà aspettare per capire a fondo le motivazioni della Cassazione circa il saluto romano. In particolare hanno stabilito che tale reato è integrato ove la condotta, sia idonea a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista.

Sembrerebbe che le Sezioni Unite concordino con parte della giurisprudenza secondo la quale il saluto romano in pubblico non ha automaticamente una rilevanza penale. Il quesito posto all’attenzione implicava una presa di posizione su diverse problematiche da tempo controverse in giurisprudenza.

In primis se il saluto romano, da parte di soggetti non preventivamente identificati come parte di associazioni con ideali del partito fascista, integri una fattispecie di reato all’art.2 del Decreto Mancino, oppure quella prevista dall’art. 5 della Legge Scelba e se le due possano concorrere.

Un altra questione interessante riguarda se i due reati siano un pericolo concreto o astratto. Infatti in base a una giurisprudenza della Corte Costituzionale, le limitazioni alla libertà di espressione richiedono che il pericolo sia riferito ad un caso concreto.

In Germania, il reato equivale alla nostra Legge Scelba e viene interpretato come un reato di pericolo astratto, vige un divieto generale di uso pubblico di simboli nazisti, in questo ciò è visto come un confine etico per la vita democratica.

 

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