Ambiente

“L’ambiente è il nostro capitale primario, rispettiamolo”. Intervista a Alessandro Moschietto (Anga Torino)

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Si terrà il 7 e 8 giugno a Roma, il XVII Convegno Quadri dei Giovani di Confagricoltura, che quest'anno celebrano i 60 anni dalla nascita dell'Associazione. L'Associazione Nazionale dei Giovani Agricoltori (ANGA) si occupa principalmente delle esigenze e delle problematiche legate al mondo dell’imprenditoria agricola “junior”. L’incontro si baserà su temi di fondamentale importanza per il mondo dell’agricoltura: sostenibilità, innovazione e qualità saranno i protagonisti dell’evento. I giovani agricoltori, rappresentanti delle realtà Anga regionali e provinciali, hanno deciso di collaborare e portare una ventata d’aria fresca al settore agricolo.

Per conoscere a pieno questa interessante dimensione, abbiamo intervistato, in vista del Convegno Quadri, Alessandro Moschietto, presidente di Anga Torino.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Ho 29 anni, la mia è un’azienda giovane, che non ho ereditato dai miei familiari. Ho fatto gli studi da perito agrario e sono specializzato in mangimistica e produzione animali a all’Università Agraria. Il mio settore è quello dell’allevamento dei bovini da carne (ne abbiamo una trentina) di cui facciamo la commercializzazione con la vendita diretta. Nella mia azienda, "Azienda Agricola Moschietto Alessandro", macelliamo i capi e vendiamo direttamente al consumatore finale carne e derivati. Abbiamo, inoltre, una parte forestale in una zona di montagna votata alla selvicoltura. Commercializziamo dal bosco la legna da ardere, ricavata da 18 ettari di appezzamento. Entro la fine di quest’anno apriremo un nuovo punto di vendita al dettaglio con macelleria vera e propria e annesso salumificio».

Al Convegno Quadri si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione. Qual è il suo parere in merito?

«La qualità è sicuramente un aspetto fondamentale per il futuro dell’agricoltura. L'Italia, rispetto agli altri Paesi europei, gode di standard qualitativi diversi e più elevati. Basti pensare alla miriade di prodotti Made in Italy invidiati e copiati in tutto il mondo. La qualità sarà uno delle poche leve su cui l’imprenditore agricolo potrà guadagnare il suo plusvalore. In merito all’innovazione, ritengo che l’agricoltura debba servirsi di nuovi sistemi produttivi che facilitino o sostituiscano il lavoro manuale rendendolo più agevole ed economico, permetendo di aumentare così le produzioni e la sostenibilità. Sostenibilità che rappresenta un altro tema chiave. Noi imprenditori agricoli siamo accusati spesso di essere inquinatori e di sprecare maggiormente le risorse naturali. In realtà è nel nostro interesse rispettare la terra e l'ambiente, in quanto rappresentano il nostro capitale primario. La sostenibilità è un valore che può essere declinato secondo diversi aspetti: economico, ambientale e sociale. Qust'ultimo è senz'altro il più affascinante perchè sottolinea un coinvolgimento della società, un avvicinamento all’agricoltura. Si pensi, ad esempio, alle fattorie didattiche o all’ippoterapia».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Anga è un'opportunità che ogni giovane agricoltore dovrebbe sfruttare per conoscere altri imprenditori con realtà analoghe alla propria e superare così problematiche del settore che, molto spesso, sembrano insormontabili. Anga è un'occasione di arricchimento professionale e umano, utile per "fare rete": il nostro è un lavoro che tende a condurre alla solitudine. Offre la possibilità di osservare la propria azienda dall’esterno anche con gli occhi degli altri. Io stesso sono testimonianza dell'efficiacia dell'Associazione. Con un ragazzo conosciuto nell'ambiente associativo abbiamo stipulato una soccida sui bovini da carne che mi ha permesso di implementare la produzione. Entrare in Anga per me è stato fondamentale: non sarei l'allevatore che sono oggi».

 

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