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INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO. FERRI (MAGISTRATURA INDIPENDENTE): “RESPINGIAMO ATTACCHI E DENUNCIAMO IL FALLIMENTO DEL SISTEMA GIUSTIZIA”

Si è celebrata nel segno delle polemiche l’apertura dell’anno giudiziario. Sullo sfondo delle cerimonie, svoltesi nei 26 distretti di corte d’appello del Paese, le indagini sul caso Ruby, i ripetuti attacchi del presidente del Consiglio alle toghe milanesi e le annunciate manifestazioni di piazza del Pdl contro la «giustizia politicizzata». Proprio dal capoluogo lombardo, il procuratore generale Manlio Minale, pur evitando riferimenti espliciti alle inchieste sul premier, ha comunque rivendicato «l’uso attento e ragionevole» delle intercettazioni da parte dei magistrati: l’accusa di un «ricorso dissoluto – ha voluto sottolineare – non trova alcun riscontro nella realtà». Ai magistrati meneghini è tornato a esprimere solidarietà il leader dell’Anm Luca Palamara. In un documento-fotocopia che i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati hanno letto durante le cerimonie di inaugurazione, il sindacato delle toghe ha voluto specificare che «gli attacchi ai magistrati sono contro la giustizia e la Costituzione», denunciando ancora una volta «le campagne di denigrazione di singoli giudici» e «le minacce di punizione» rivolte contro i magistrati, «gli attacchi alla Costituzione e ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura». La replica del governo è stata affidata al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Da Roma il Guardasigilli ha insistito sulla necessità della riforma del settore, puntando il dito contro le «resistenze corporative», che «ostacolano qualsiasi tentativo di riforma del sistema giudiziario italiano».
Anche i magistrati moderati però sono sul piede di guerra: «Magistratura Indipendente – scandisce Cosimo Maria Ferri, neo leader di Mi – condivide l’allarmata diagnosi tracciata dal Primo Presidente della Corte di Cassazione e dal Procuratore Generale, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, circa l’ormai prossimo ‘fallimento’ del sistema giustizia, e si riconosce nei principi e i valori della giurisdizione limpidamente scolpiti nelle relazioni stesse, auspicando, pertanto, l’adozione di interventi legislativi soprattutto di natura organizzativa, volti a restituire piena efficienza e rapidità ad ogni procedura giudiziaria. Ribadiamo – prosegue il segretario generale di Magistratura indipendente – la nostra ferma opposizione ad ogni attacco mosso nei confronto del lavoro dei nostri colleghi, così come ribadiamo con forza la nostra contrarietà ad ogni proposta di riforma che, attraverso la previsione di meccanismi solo all’apparenza acceleratori dello svolgimento del processo, possa mettere in forse la nozione stessa di processo, come ricavabile dal testo della Costituzione e dall’interpretazione proposta della giurisprudenza costituzionale. Ciò nella consapevolezza che il legislatore, come ha avuto modo di osservare in tempi non sospetti la Corte Costituzionale, sebbene pienamente libero nella costruzione delle scansioni processuali, non può tuttavia scegliere, fra i possibili percorsi, quello che comporti, sia pure in casi estremi, la paralisi dell’attività processuale, giacché in tal modo si finirebbe col negare la stessa nozione del processo e si contribuirebbe a recare danni evidenti all’amministrazione della giustizia».

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