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Diciotti, Salvini: l’Iniziativa del tribunale ministri mi sorprende ma non mi scompone

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«Sono tentato di dire andiamo avanti: processatemi. Voglio vedere se si può processare un ministro perché fa quello che dice. Ma sto riflettendo sull'atteggiamento da tenere in Senato, perché questa non è una vicenda personale. Anzi, di personale non c'è nulla perché io ovviamente non mi ritengo affatto un sequestratore. Però è grave che un potere dello Stato intervenga sulle prerogative di un altro potere dello Stato». Lo ha detto in un colloquio con il Corriere della Sera Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, per cui il Tribunale dei ministri chiede al Senato l'autorizzazione a procedere per le sue decisioni estive da ministro degli Interni sul non sbarco dei naufraghi salvati nel Mediterraneo dalla nave Diciotti. Salvini  parla di «un'assoluta sorpresa» riguardo la decisione del Tribunale di Catania, «anche se la cosa non mi scompone di un millimetro». Ma aggiunge che «tutti i giuristi consultati mi dicono che la cosa è totalmente infondata. Perché una scelta politica, può piacere o non piacere, ma va rispettata. La domanda è: può un ministro fare ciò che ha promesso agli elettori o deve decidere qualcun altro?.Non posso credere a quanti magistrati e avvocati mi abbiamo messaggiato per dirmi di andare avanti, che questa cosa non sta in piedi».

«Non ho bisogno di protezione, altri chiedevano l'immunità perché rubavano, io invece ho applicato la legge da ministro. E ritengo di aver applicato la costituzione che prevede la difesa della patria» ha detto ancora il ministro dell'Interno circa la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale di Catania. «Se dovrò essere processato per questo – ha continuato – lo deciderà liberamente il Senato. Chi sono io per non farmi processare? »

Ed è arrivata in giornata la replica del presidente dell'Unione delle Camere Penali, Gian Domenico Caiazza che, durante la cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, interpellato sulle dichiarazioni del ministro dell’Interno ha affermato: «Salvini ha diritto di esprimere le proprie critiche sulle ipotesi accusatorie e anche di ipotizzare uno sconfinamento, ma questo modo di sfidare, un pò guascone, con l'occhio a un consenso popolare spiccio, non mi sembra rispondere ai canoni istituzionali di un ministro della Repubblica. Si puo' rivendicare la correttezza del proprio operato senza mancare di rispetto alle istituzioni».

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