Tra indagini ed esternazioni sopra le righe, al Ministero della Giustizia sono scoppiate tensioni che hanno raggiunto l’apice con la sconfitta referendaria. Una situazione che ha portato alle dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi e che si era già fatta complicata con gli sviluppi giudiziari dei casi Caroccia e Almasri.
I problemi di Delmastro
Per l’esponente di Fratelli d’Italia è risultato decisivo l’ultimo guaio giudiziario, la vicenda legata a presunti affari con la famiglia Caroccia, ritenuta vicina al clan di stampo camorristico dei Senese.
Il caso della società ‘Le 5 Forchette’, una srl di cui il sottosegretario ha detenuto quote azionarie, ha attirato l’attenzione dei pm di piazzale Clodio che hanno avviato una indagine per riciclaggio e intestazione fittizia a carico di Mauro Caroccia, attualmente detenuto in carcere per scontare una condanna a 4 anni, e della figlia 19enne che compare come azionista della società.
Attualmente l’ex sottosegretario è solo lambito dall’attività della Dda, che ha affidato alla Guardia di Finanza una delega che ha come primo obiettivo accertare la natura del denaro utilizzato dai Caroccia per la società e il modo in cui sono entrati in contatto con Delmastro.
Sempre Delmastro è poi atteso in Corte d’Appello il 22 aprile per il processo che lo vede imputato di rivelazione del segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Cospito.
Bartolozzi e il caso Almastri
Giusi Bartolozzi è invece coinvolta nella vicenda del generale Almasri, il militare libico accusato di torture, prima arrestato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti del nostro Paese.
Il Parlamento ha fermato l’indagine del tribunale dei ministri dei confronti del sottosegretario Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi. Ma ora la procura di Roma sarebbe pronta a chiedere il rinvio a giudizio per l’ormai ex capa di gabinetto, accusata di false informazioni a pm.
La versione dei fatti di Bartolozzi è stata infatti definita dai giudici del tribunale dei ministri come “inattendibile” e “mendace”.
L’ex braccio destro del ministro Nordio nelle ultime settimane è stata al centro di alcune polemiche per delle affermazioni fatte in campagna elettorale. Nel corso di un dibattito televisivo ha invitato a votare sì per “togliere di mezzo la magistratura”, additata come “un plotone di esecuzione”. Parole che hanno scatenato tutta l’opposizione nel chiedere le dimissioni di Bartolozzi.
All’interno di via Arenula ci sono state altre dimissioni importanti, tra le quali quella avvenuta nell’aprile dello scorso anno di Luigi Birritteri, capo del Dipartimento affari di giustizia (Dag) e che gestì proprio il caso Almasri, ma anche del capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria Gaetano Campo e del capo del Dap Giovanni Russo.
