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Cosimo Ferri, il candidato che fa guadagnare voti al Pd

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Sono trascorsi più di dieci giorni dalle elezioni politiche, ma per il Partito democratico il 4 marzo resta una data funesta. Mentre i partiti di destra e i pentastellati cercano di risolvere il complicato cubo di Rubik della governabilità, il Pd è relegato in un angolo del ring a leccarsi le ferite, moribondo ma non sconfitto.


In Toscana il Partito democratico ha perso un voto su quattro rispetto alle politiche del 2013 (per un totale di quasi 200mila voti). Sarebbe potuta andare peggio se non fosse stata azzeccata la scelta dei candidati nei collegi uninominali che hanno risollevato, per quanto possibile, le sorti di un partito in caduta libera. 

Un’indagine svolta dall’Osservatorio elettorale della Regione Toscana ha dimostrato come alcuni candidati abbiano apportato un valore aggiunto alle liste della coalizione. Il Rosatellum prevede, infatti, la possibilità di votare o un partito o il singolo candidato nel collegio uninominale. In questo ultimo caso i voti vengono ripartiti tra le liste della coalizione.

Il candidato che tra tutti i partiti ha preso più preferenze in assoluto è stato il magistrato Cosimo Maria Ferri, sfidante del centrosinistra all’uninominale nel collegio di Massa-Versilia, che ha fruttato alla sua coalizione oltre 10 voti su 100. L’ex sottosegretario alla Giustizia, nonostante il risultato da record (migliore in Toscana e tra i più “pesanti” in tutta Italia), è stato battuto dalla berlusconiana Deborah Bergamini.

 

Il 10,71% di preferenze ricevuto da Ferri dimostra quanto sia importante l’attaccamento di un candidato con il territorio

Probabilmente se il centrosinistra avesse fatto di più per evitare débâcle annunciate e se avesse proposto agli elettori le giuste candidature (come, appunto, Cosimo Ferri), la sconfitta sarebbe arrivata lo stesso ma, almeno, sarebbe stata meno amara.

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