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Clini apre conferenza internazionale su clima, energia e ambiente in Pakistan

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Scritto da Super User

clini fotoSi è svolta dal 1 al 3 novembre, a Jamshoro (Pakistan), la IV Conferenza internazionale su “Energia, Ambiente e Sviluppo sostenibile”, organizzata dalla Mehran University of Engineering and Technology, in collaborazione con il British Council, l’università inglese di Coventry e la United States Agency for International Development (Usaid).

La conferenza ha preceduto di qualche giorno la riunione annuale sui cambiamenti climatici di Marrakech (COP 22), che si terrà dal 7 al 18 novembre, ed è stata l’occasione per fare il punto sulla doppia sfida in Asia dell’aumento della domanda di energia e della riduzione dei consumi di combustibili fossili (carbone in particolare) per proteggere l’ambiente e il clima.

Come riportato da Dawn, il più grande giornale pakistano in lingua inglese, gli esperti che hanno partecipato alla conferenza hanno sottolineato l’urgenza di affrontare la crisi energetica e le questioni ambientali del Pakistan, sostenendo che lo sviluppo sostenibile non può essere assicurato senza superare la crisi energetica.

Ad aprire la conferenza è stato l’ex ministro dell’Ambiente italiano, Corrado Clini, per il quale «il futuro del clima del pianeta dipende in gran parte dal futuro energetico dell’Asia, dove la crescita economica di India, Cina, Pakistan e dei paesi del sud est asiatico sta andando di pari passo con un aumento esponenziale dei consumi energetici, dunque delle emissioni di anidride carbonica e degli altri inquinanti, con un rilevante impatto globale sul clima».

 Proprio Clini, prima di aprire il convegno internazionale, in un intervento su Italia Oggi aveva affermato: «L’accordo di Parigi sul clima, che entrerà in vigore il 4 novembre, richiede una drastica riduzione dell’uso dei combustibili fossili, ma non è stato in grado di individuare le misure e gli strumenti per assicurare alla Cina, all’India e alle altre economie emergenti dell’Asia il contributo delle tecnologie e delle risorse finanziarie necessarie. Se la protezione del clima è una priorità globale e non solo una parola d’ordine “buonista”, allora è necessario istituire un fondo globale di garanzia per gli investimenti nella decarbonizzazione delle economie emergenti, che nei prossimi 25 anni – secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia – dovrebbero ammontare ad almeno 45.000 miliardi di dollari».

«A Jamshoro – ha aggiunto Clini – cercheremo di individuare un percorso concreto per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici nella prospettiva di assicurare la sicurezza energetica e ambientale in un Paese di 200 milioni di abitanti. Con l’auspicio che possa aprirsi quanto prima una riflessione seria ed efficace sul futuro dell’intero continente asiatico».

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