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Catanzaro, operazione “Brooklyn”: sequestrato Ponte Morandi e statale dei Due Mari

Scritto da vocealta

Questa mattina, 3 novembre 2021, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro hanno dato il via all’operazione “Brooklyn” nei confronti di sei soggetti indagati a vario titolo per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione a delinquere e frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato la ‘ndrangheta.

Tre indagati in carcere, uno agli arresti domiciliari, un’interdizione di 6 mesi dall’esercizio delle attività professionali per un ingegnere dell’Anas e una sospensione di 9 mesi di un geometra. Queste sono le misure attuate dal GIP, Paola Ciriaco, che ha disposto il sequestro del Ponte Morandi di Catanzaro, o viadotto Bisantis, alto 113 metri, e della galleria Sansinato sulla statale 280 dei Due Mari, oltre ad un sequestro preventivo di tre società di costruzione e di oltre 200.000 euro quale profitto dei reati contestati.

Le indagini, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia e delegate alla Guardia di Finanza di Catanzaro hanno raccolto vari indizi a carico di Eugenio e Sebastiano Sgromo, imprenditori operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali, che hanno costituito alcune società intestandole alla loro collaboratrice Rosa Cavaliere, mantenendo, però, un controllo di fatto.

La Tank Srl, una delle società in capo a Eugenio e Sebastiano Sgromo, si è occupata dei lavori di manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo del Ponte Morandi e del rifacimento dei muri di contenimento di un tratto della Strada Statale 280 dei Due Mari, che collega Catanzaro all’autostrada A2. A causa di problemi finanziari e con la complicità del geometra Gaetano Curcio e dell’ingegnere dell’Anas Silvio Baudi, gli imprenditori Sgromo, sospettati di appartenere ad associazioni a delinquere, utilizzavano nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente e più economico di quello inizialmente impiegato.

 In carcere anche Michele Marinaro, ispettore della Guardia di Finanza, accusato di corruzione in atti giudiziari, secondo gli inquirenti, infatti, si adoperava per attenuare la posizione degli imprenditori Sgromo durante lo svolgimento delle indagini, informandoli sugli sviluppi del procedimento nei loro confronti. In cambio avrebbe avuto trattamenti di favore nell’acquisto di auto e regalie varie.

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