L’Europa sta cercando di intensificare le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, ma permangono significative lacune.
A dirlo è il Consiglio scientifico europeo sui cambiamenti climatici (Esabcc), il cui presidente Ottmar Edenhofer ha criticato con forza le politiche comunitarie, parlando di “mancanza di coerenza, mancanza di coordinamento e mancanza di fondi”.
Obiettivi e approccio europeo
L’Unione Europea ha delineato obiettivi per rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici attraverso la Strategia di Adattamento, che invita Stati e regioni a integrare l’adattamento in tutte le politiche di sviluppo e pianificazione territoriale. Questo include interventi su infrastrutture critiche, gestione delle risorse idriche, sanità pubblica e sicurezza alimentare.
La strategia comunitaria punta anche a favorire lo scambio di conoscenze, strumenti di monitoraggio e buone pratiche tra i diversi Paesi, così da creare una rete di riferimento per le amministrazioni locali e regionali.
Impatti inevitabili della crisi climatica
L’organismo consultivo europeo ha lanciato il campanello d’allarme basandosi sui dati diffusi dall’Organizzazione meteorologica mondiale, secondo i quali sui territori europei il riscaldamento climatico risulta più rapido rispetto alla media globale: la temperatura media europea è già di ben 2,5 gradi centigradi superiore rispetto ai livelli pre-industriali. Questo implica una moltiplicazione della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi come ondate di caldo e di siccità o tempeste capaci di causare gravi inondazioni.
Alcuni impatti non sono ormai arginabili, anche con drastiche azioni di abbattimento dei gas serra. La temperatura media globale raggiunta è tale da rendere certe conseguenze inevitabili.
Gli investimenti necessari
Secondo il rapporto presentato da dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) e dalla fondazione Eurofond, intitolato “Overheated and underprepared: Europeans’ experience of living with climate change”, vengono sottolineati alcuni punti critici.
Viene ad esempio evidenziata la necessità di un maggiore coordinamento istituzionale, così come quella di informare adeguatamente i cittadini sui rischi. Una proposta avanzata dall’Esabcc, in questo senso, punta a “rendere obbligatorie e armonizzare le valutazioni sui rischi climatici” affinché si possa creare un quadro di riferimento unico per tutti i paesi.
I costi del mancato adattamento
Con uno scenario superiore ad “appena” 1,5 gradi (a livello globale) ci sarebbe in Europa una perdita pari al 7 per cento dell’attuale Prodotto interno lordo.
Un’analisi curata dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Cmcc) per la Commissione di Bruxelles ha spiegato che, per evitare e applicare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici necessarie, saranno necessari investimenti per 70 miliardi di euro all’anno, di qui al 2050. Soprattutto per mettere al sicuro infrastrutture per trasporti, agricoltura ed energia.
