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Brexit: sì da Camera dei Comuni a legge anti-no deal

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Via libera finale dei Comuni – con 313 sì e 312 no – alla legge anti-no deal imposta da una maggioranza trasversale al governo May che trasforma in obbligo l'impegno preso dalla premier Tory di chiedere un'ulteriore proroga della Brexit all'Ue in caso di rischio di divorzio senz'accordo. Il testo, promosso dalla laburista Yvette Cooper, è stato approvato contro le attese in un giorno solo, con un'irrituale procedura sprint che ha destato polemiche. Ora passa alla Camera dei Lord, dove potrà completare l'iter in poche ore, salvo ostruzionismi.

Intanto il Sun fa sapere che altri 15 membri del governo di Theresa May, compresi 5 ministri, sono pronti a dimettersi se la premier britannica chiederà all'Unione europea un lungo rinvio. Il Sun precisa che si tratta di una protesta di massa dei conservatori, infuriati per la decisione della May di negoziare un compromesso con il leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn in modo tale da scongiura l'uscita dall'Ue con un 'no deal'. Sebbene non sia ancora stata presa una decisione finale, Downing Street – scrive il Sun – ha fatto sapere che la May è intenzionata a chiedere un lungo rinvio di 9 mesi durante la riunione del Consiglio europeo straordinario in calendario per il prossimo 10 aprile.

Il quotidiano 'Guardian', di area progressista, annuncia, con il titolo 'Corbyn e May si mettono d'accordo su ulteriori incontri dopo un primo giorno costruttivo', le novità più importanti sul fronte del Brexit. E scrive di un nuovo appuntamento tra il leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn e la premier Theresa May mentre l'ipotesi di un secondo referendum diventa più probabile. Le trattative tra i due leader continueranno oggi mentre una parte dei laburisti insiste perché Corbyn metta come condizione di un patto con May il ritorno alle urne. La 'Bbc' segnala che il ministro ombra degli esteri Emily Thornberry ha scritto ai colleghi di partito ricordando loro che il Labour si è impegnato per un secondo referendum. "Today", il seguitissimo programma del mattino del canale 4 di Bbc radio, conferma che l'ipotesi secondo referendum trova sostenitori anche dentro il governo citando il Cancelliere dello Scacchiere, il ministro delle finanze e del tesoro Philip Hammond. I titoli di prima pagina raccontano le divisioni provocate da questo nuovo dialogo tra Theresa May e Jeremy Corbyn. Il vendutissimo 'Daily Telegraph' dedica l'intera prima pagina al leader dell'opposizione scrivendo "Guerra civile tra i Tory. Corbyn alla guida". L'altra novità di oggi è raccontata dal sito della 'Bbc', con il titolo 'I parlamentari sostengono con un voto la legislazione per il ritardo'.

Indipendentemente dalla forma della futura relazione tra Regno Unito e l'UE, il Pil britannico ha già registrato un pesante impatto dalla semplice ipotesi di una Brexit, con una perdita di 3 punti percentuali rispetto al livello che avrebbe potuto raggiungere in caso di vittoria del remain al referendum del 2016. E' la stima contenuta in una analisi di S & P Global Ratings che ha provato a quantificare l'impatto della prospettiva Brexit, pari a circa 6,6 miliardi di sterline (7,7 miliardi di euro), in ognuno dei 10 trimestri intercorsi dal voto. L'effetto più visibile è stato il deprezzamento della sterlina britannica, che ha innescato un aumento dell'inflazione, erodendo il potere di spesa delle famiglie mentre le esportazioni non hanno registrato alcun significativo incremento. Come sottolinea l'economista di S&P Boris Glass, «l'incertezza sulla forma che prenderà la Brexit ha paralizzato via via qualsiasi processo decisionale di lungo periodo, con una contrazione in particolare degli investimenti delle imprese nel 2018».

La polizia britannica ha messo in guardia politici ed esponenti pubblici invitandoli ad abbassare i toni della loro retorica, per evitare di incendiare l'atmosfera già "febbrile" a causa della tensione sulla Brexit. Martin Hewitt, a capo del National Police Chiefs' Council (NPCC) di Londra, ha avvertito: «E' una questione molto emozionale, come tutti sappiamo, e chiaramente tutti hanno le proprie opinioni. Ma penso ci sia una responsabilità delle persone che hanno un palco e una voce, per comunicare in modo che sia moderato e non infiammi in alcun modo le opinioni delle persone». Le misure di sicurezza sono state rafforzate per i deputati britannici nei mesi recenti, soprattutto per quelli anti-Brexit, a causa delle accese proteste attorno al Parlamento di Londra.

«L'atmosfera è incredibilmente febbrile a causa dell'intero scenario sull'uscita dell'Ue», ha aggiunto Hewitt. Secondo la polizia, il numero di reati legati alla Brexit è ancora basso, ma sta crescendo: 26 nella settimana scorsa, 11 in quella precedente, tra cui abusi verbali e aggressioni. Charlie Hall, a capo delle operazioni del NPCC, ha anche precisato che ci sarà sostegno della polizia solo "se assolutamente necessario" in caso di problemi legati alla Brexit come disagi nei trasporti. Secondo i piani esistenti, 10mila agenti addestrati per contrastare rivolte potranno essere dispiegati in qualsiasi luogo del Paese entro 24 ore. Mille hanno inoltre ricevuto addestramento ulteriore in modo da poter intervenire in Irlanda del Nord, se necessario. Questione particolarmente delicata è infatti ciò che potrebbe accadere al confine tra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda.

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