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Brexit, la Corte Suprema Gb boccia il governo: “Voti il Parlamento”

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Scritto da Super User

brexitL’50 del Trattato di Lisbona che segnerà l’avvio della Brexit dovrà essere autorizzato da un voto del Parlamento britannico. Lo ha stabilito La Corte suprema britannica in via definitiva. L’attesa sentenza sulla Brexit conferma il verdetto di primo grado dell’Alta Corte e dà torto al governo May che aveva presentato ricorso invocando il diritto ad attivare l’articolo 50 d’autorità, nel rispetto della volontà popolare del referendum del 23 giugno. E’ un colpo durissimo per Theresa May, che si ritrova obbligata ad ottenere l’ok delle camere del Parlamento prima di lanciare il processo vero e proprio di divorzio dall’Unione europea.

Secondo La Corte suprema, presieduta da Lord Neuberger, l’esecutivo non possiede poteri sufficienti a lanciare i negoziati per la Brexit senza il nulla osta preventivo del Parlamento. Per otto degli 11 giudici che compongono la Corte, la cosiddetta “prerogativa reale” dell’esecutivo non basta ad autorizzare Theresa May a concretizzare senza un passaggio parlamentare l’esito del referendum dello scorso giugno. Evitare il parlamento equivarrebbe alla violazione del diritto della sovranità parlamentare esercitata nel 1972 con gli atti legislativi che all’epoca aprirono la via all’ingresso britannico nella Comunità Economica Europea.

La Camera dei Comuni che la Camera dei Lords dovranno quindi votare a favore dell’avvio dei negoziati per la Brexit. Non è al momento chiaro se il Parlamento sarà chiamato a varare una legge ad hoc o se si tratterà di una sorta di mozione ‘esecutiva’. Secondo la Bbc, la norma in questione dovrebbe essere approvata ai Comuni entro la metà di febbraio e passare alla Camera dei Lord per diventare legge entro la fine di marzo, quindi in tempo per far scattare l’articolo 50 nei tempi prospettati da Theresa May. I parlamentari potrebbero bloccare il processo di uscita dall’Ue, ma è molto improbabile che questo avvenga. Il partito dei Tories ha una maggioranza di 15 deputati ai Comuni e solo un eletto, l’ex cancelliere dello Scacchiere Ken Clarke, ha annunciato che voterà contro la Brexit. Inoltre, la maggioranza dei deputati laburisti ha detto che non si opporrà. Alla Camera dei Lords il quadro è meno chiaro: il governo non detiene una maggioranza e 178 pari sono senza dichiarata affiliazione politica. Tuttavia, una vera insurrezione sembra esclusa.

Il governo britannico di Theresa May si dice “deluso” dalla pronuncia della Corte, ma la rispetta e attuerà quanto richiesto dal verdetto. Lo ha detto l’attorney general Jeremy Wright, notando peraltro che questo verdetto non mette in discussione il referendum e annunciando per oggi la presentazione alle Camere di una legge ad hoc per l’avvio alle procedure di divorzio dall’Ue.

Alla decisione della Corte Suprema sulla Brexit le Borse europee reagiscono tiepidamente: Milano viaggia al +1%, Parigi è poco mossa a +0,16%. A Londra il Ftse 100 è a +0,07%.

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