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Bella, quando conduce la donna

La chiave sembrerebbe quella banale e scontata del triangolo. Eppure il canonico intreccio della più classica delle storie d’amore, in “Eclipse” – il terzo film della fortunata saga di “Twilight” – nasconde un fil rouge, per nulla scontato. La locandina è già un manifesto: a differenza dei poster precedenti, questa volta al centro c’è Bella (dietro di lei i due uomini della sua vita) e la sua scelta, come chiarisce il sottotitolo laddove l’immagine non bastasse. D’altronde il regista aveva annunciato, già prima dell’uscita nelle sale cinematografiche, che “nel racconto di ‘Eclipse’ ci sarebbe stata più azione dei due precedenti romanzi e che sarebbe stata raccontata dal punto di vista di Bella”. Ma la centralità della ragazza, determinata e intraprendente dall’inizio alla fine della storia, non è l’unica via per dimostrare il ruolo cardine delle donne. Il film è costellato di situazioni e occasioni che raccontano quanto il mondo sia cambiato grazie a loro: dalle memorie dei licantropi a quelle dei vampiri, emerge sempre una figura femminile dotata di forza, astuzia e potere. Il messaggio è chiaro: un combinato di virtù che negli anni ha permesso alle donne di sopperire alla debolezza dell’uomo sia risollevando le sorti di situazioni disperate, sia dimostrando di poter governare gli uomini “come marionette”. È quindi la donna a condurre il gioco, è lei che può decidere del suo destino e di quello degli uomini che ha intorno. Donna è Bella, donna è Victoria, abile manipolatrice dell’assalto alla famiglia Cullen, così come sono donne le figure positive e negative che arricchiscono il background della pellicola: la moglie del capo tribù dei lupi che ha salvato la sua gente con il sacrificio della sua vita e la vampira che aveva irretito in un lontano passato il “fratello” di Edward, Jasper. Bella non è più la donna debole, oggetto del corteggiamento e del confronto-scontro di due uomini. Non resta che sperare che le teen ager (e non solo) fan di “Twilight”, disseminate in tutto il mondo, tra i pettorali di Jacob e gli occhi di Edward siano riuscite a decodificare il messaggio e a prendere coscienza di questo “tributo” alla virtù femminile (Avanti!).

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