Lotta alle disuguaglianze, biodiversità e clima sono i temi del G7 dei ministri dell'Ambiente che si è aperto ieri a Metz in Francia e che proseguirà fino ad oggi lunedì 6 maggio. Oltre ai Paesi del G7, a Metz saranno presenti rappresentanti di Cile, Egitto, Gabon, Isole Fiji, India, Indonesia, Messico, Niger e Unione europea. Per l'Italia sarà presente il ministro Sergio Costa (M5S)
 

Sul sito del Ministero francese della Transizione ecologica si legge «La Francia fa della lotta contro le disuguaglianze la sua ambizione centrale».

Le priorità del G7 Ambiente francese sono quattro:

  • Lottare contro le disuguaglianze per la transizione ecologica e solidale;

  • Sostenere gli allarmi scientifici e la mobilitazione internazionale sulla biodiversità e il clima;

  • Promuovere soluzioni concrete per il clima e la biodiversità;

  • Finanziare la conservazione della biodiversità.

Metz si trova nel nordest della Francia, al confine con Belgio, Lussemburgo e Germania. E' stata scelta dal Ministero per ospitare la riunione per la sua posizione strategica e per il suo impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra. La città ha investito 200 milioni di euro per costruire una centrale a biomasse, una eolica e una fotovoltaica. In questo modo è arrivata ad avere un terzo del suo mix energetico da rinnovabili, che è l'obiettivo della Francia al 2030.

Il G7 vero e proprio, con il summit dei capi di stato e di governo, si terrà a Biarritz dal 24 al 26 agosto.

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa a Metz avrà bilaterali con tutti i suoi colleghi, per sostenere la candidatura dell'Italia ad ospitare la conferenza dell'Onu sul clima del 2020, la Cop26. Costa pensa a una "Cop dei giovani", con i ragazzi che si confrontano direttamente coi ministri.

 

Il suo appello è "Superare le divisioni fra l'economia e la tutela ambientale, che appartengono ormai all'archeologia politica” infatti, intervenendo nell'assemblea plenaria il ministro ha detto «Credo che la dicotomia tra economia e tutela ambientale che ha caratterizzato il secolo scorso vada superata e oggi ci sono tutte le condizioni tecniche, scientifiche e politiche per farlo» intervento "pubblicamente apprezzato dalla presidenza francese" come rileva il ministero in una nota.

 

Costa ha quindi voluto fare un esempio di come il nostro impegno sia forte e concreto: « Dal 2025 in Italia non ci sarà più l'utilizzo del carbone. Siamo un grande Paese industriale e continueremo il nostro sviluppo, ma senza più carbone, dunque uno sviluppo sostenibile»

 

Il ministro ha inoltre rilevato che «chi si ostina a concepire l'economia secondo i vecchi paradigmi produttivistici basati sul carbon fossile e sullo sfruttamento delle risorse, e non secondo la Green economy e le economie circolari, appartenga all'archeologia politica e sarà la storia a travolgerlo e a condannarlo come nemico del Pianeta». L'Italia, ha concluso «vuole essere protagonista nella lotta al cambiamento climatico, intende essere nel gruppo di testa e faremo di tutto per contribuire ad innalzare l'ambizione internazionale»


In una nota, il ministro dell' Ambiente dice: «Nel comunicato finale che chiuderà i lavori di questo G7 ambiente a Metz è stato introdotto un passaggio importante frutto di una nostra iniziativa, e che ci rende orgogliosi. C'è scritto, nero su bianco, che bisogna enfatizzare l'importanza di un continuo dialogo inclusivo tra le generazioni su ogni questione ambientale. Il passaggio è stato inserito all'interno del punto 4, in cui si riconosce l'esistenza di collegamenti tra la protezione dell'ambiente, la crescita economica e le diseguaglianze. Si riconosce anche che perdita di biodiversità e degrado ambientale impattano maggiormente sui più poveri e i più vulnerabili. E, in questo contesto, sottolineare l'importanza di tenere vivo e forte il dialogo intergenerazionale è secondo noi un grande risultato. L'iniziativa italiana è stata accolta con grande favore dagli altri Paesi».


Costa conclude «Sentiamo il grido di allarme che i giovani di tutto il mondo ci stanno lanciando affinché la lotta ai cambiamenti climatici venga condotta con forza e costanza. Hanno ragione ed è nostro dovere agire. Ma non solo bisogna ascoltarli e tenere attivo il dialogo con la loro generazione e quelle future. Per questo ho fortemente voluto, come Paese Italia, che questo passaggio fosse esplicitato nel testo finale e da ora in poi non sarà più possibile prescinderne»