Innovazione tecnologica e peculiarità territoriali devono unirsi per creare prodotti senza pesticidi e totalmente sostenibili. Anche di questo si parlera il 7 e 8 giugno a Roma in occasione del Convegno Quadri di Anga, l'associazione l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli, che quest’anno festeggia i suoi 60 anni di costituzione.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di Giugno, Vocealta.it ha intervistato Adriano Tancredi, presidente di Anga Calabria e Cosenza, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Ho 36 anni, sono commercialista e imprenditore agricolo. Gestisco insieme ai miei fratelli l’azienda di famiglia che produce principalmente agrumi nella piana di Sibari. Negli ultimi anni abbiamo effettuato delle variazioni innovative sugli agrumi aggiungendo nuove varietà di clementine (prodotto Igp della piana di Sibari) e nuove coltivazioni come lime e albicocche. Oltre ai frutteti abbiamo avviato da qualche anno degli impianti serricoli a coltivazione idroponica che, in un primo momento, è stata destinata alla produzione e all’esportazione di pomodori. A causa della Brexit e del calo dell’export verso il mercato britannico, abbiamo deciso di cambiare destinazione produttiva in favore di lamponi, fragole, mirtilli e more».

Si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione qual è il suo parere in merito a questi argomenti

«La nostra idea di agricoltura si sposa perfettamente con questi tre temi. Basti pensare alla nostra scelta di investire nell’agricoltura idroponica. Inoltre, le piccole colture che noi produciamo in serra sono a residuo zero e si alimentano grazie a un impianto fotovoltaico e a un generatore che utilizza la CO2 per favorire la fotosintesi clorofilliana. Non possiamo ottenere il bollino di alimenti biologici per le nostre colture in serra perché la coltivazione idroponica non è considerata “biologica” in Italia, ma all’interno delle istituzioni europee si sta discutendo se considerarla come tale. La qualità è difficile da definire a causa della mancanza di criteri oggettivi per qualificarla, sarà questo uno dei temi che vorrò affrontare ai tavoli del Convegno Quadri. La nostra idea sulla qualità prevede di puntare su prodotti legati al nostro territorio. In realtà stiamo cercando di coniugare la tradizione dei prodotti tipici con le innovazioni tecnologiche che fanno parte del nostro business».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione

«Sono in Anga da pochi anni, ma ho avuto la fortuna di ricoprire, nel giro di pochi anni, la carica di presidente sia Provinciale che Regionale. Ho toccato sulla mia pelle i problemi che ogni giovane agricoltore che si affaccia all’imprenditoria vive, ossia le difficoltà di accesso al credito e la burocrazia. Cerco per questo motivo di dare supporto ai ragazzi iscritti ad Anga che hanno bisogno di aiuto. Dovremmo autoescluderci dalle dinamiche di prezzo del mondo globalizzato che favoriscono i grandi distributori organizzati per puntare tutto sulla qualità dei prodotti dei nostri territori».