Sono 17 gli obbiettivi che l’Onu ha fissato per rendere la Terra un luogo migliore e sostenibile, da raggiungere entro il 2030. Ma Lavazza, che in questi giorni sta presentando i suoi progetti all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile, ha deciso di aggiungere un 18esimo obbiettivo ancora più ambizioso. 

Il chief sustainability officer dell’azienda leader nel settore della torrefazione, Mario Cerutti, ha spiegato che il «goal zero» sarà riuscire a creare un catalizzatore degli sforzi per il cambiamento. «Ci siamo resi conto – dice Cerutti – che il singolo può fare tanto, ma da soli si fa fatica. Ecco perché – prosegue – come azienda vogliamo aiutare a riunire tutti gli attori impegnati nel cambiamento e dare l’esempio».  

È sempre Cerutti a spiegare quali possono essere gli sforzi in questa direzione di una ditta che produce caffè. L’azienda è già sulla buona strada per la realizzazione degli obiettivi imposti dall’Onu. Le soluzioni sono diverse, come la riduzione dei consumi, l’abbassamento dell’impatto ambientale, il riciclo, il miglioramento della qualità del lavoro.

A Calcutta, in India, la compagnia italiana ha favorito l’ingresso di alcune donne nei consigli d’amministrazione e lo stesso ha fatto dal Messico al Brasile, dall’Africa all’Asia, prestando particolare attenzione «alle tematiche ambientali, alla qualità del lavoro e l'inclusione sociale». 

Dal punto di vista più strettamente ambientale, Lavazza è impegnata a produrre «capsule sempre più compostabili» e a realizzare la «massima tracciabilità dei prodotti». Secondo Cerutti «l’arte, in questo caso, può fare molto» e infatti l’azienda promuove azioni eco friendly proprio attraverso immagini educative. Come il calendario lanciato nel novembre 2017, dedicato ai 17 goal. Domani a Torino, nella Nuvola Lavazza, sarà presentato il progetto nazionale “Generazione 2030”, dedicato allo sviluppo sostenibile attraverso l’istruzione di qualità. Protagonista sarà la street art che nella città della Mole promuoverà il progetto “Toward 2030. What are you doing?”, nel tentativo di veicolare nel modo più efficace possibile le azioni che ognuno di noi può fare per rendere il Pianeta un posto migliore