Salute

Allarme dell’Oms, si stimano 500mila morti entro febbraio. Cavaleri «È la quarta ondata»

Scritto da vocealta

Nell'ultimo mese i contagi giornalieri sono cresciuti del 55%, il resto del mondo registra curve decrescenti, ma «L'Europa è di nuovo al centro della pandemia», avverte l'Oms. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha manifestato preoccupazione per il ritmo di ripresa della diffusione del Covid-19 in Europa. Hans Kluge, direttore per l'Europa dell'Oms, ha spiegato in conferenza stampa che una proiezione allarmante – ma affidabile – prevede che, se l'attuale tendenza dovesse continuare, da qui a febbraio si potrebbe registrare un altro mezzo milione di morti

L'escalation di casi non si ferma alla Russia, ma coinvolge anche i Paesi dell'Est fino al Belgio e al Regno Unito. Ora la situazione è critica anche in Germania, in molte regioni olandesi e nei Paesi Baltici. Per il momento l'Italia resiste, insieme alla Francia, con circa 6mila casi al giorno, la Spagna rimane sotto ai 2mila seguita dal Portogallo che registra 700 casi e l'89% dei cittadini immunizzati.

«Siamo già nella quarta ondata della pandemia» ha dichiarato Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell'Ema, Agenzia europea per i medicinali. «Ci sono soggetti particolarmente vulnerabili al virus del Covid. Già raccomandiamo una terza dose per pazienti immunodepressi e non è escluso che questa categoria di persone che non rispondono alla vaccinazione possa avere benefici da una quarta dose già adesso» ha aggiunto. «Stiamo raccogliendo dati per dare indicazioni certe il prima possibile sulle fasce di popolazione che potrebbero beneficiare di una quarta dose nel prossimo futuro», ha chiarito Cavaleri.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione dell'ottava edizione di FarmacistaPiù, si è espresso sull'importanza delle vaccinazioni in questa nuova fase della pandemia da Covid. «Le parole dell'Oms di oggi non possono essere sottovalutate: il contagio in Europa sta crescendo in modo significativo soprattutto in alcuni Paesi, ma l'alta diffusione di vaccino ci sta consentendo di rompere la catena tra il numero dei contagiati e il numero di ospedalizzati e decessi. I numeri dell'Italia sono in questo momento più bassi degli altri Paesi Ue, ma più alti per le vaccinazioni. Quindi la strada della vaccinazione è quella giusta: i vaccini sono il vero strumento per gestire questa fase».

«Dobbiamo accelerare sulla terza dose che è un pezzo fondamentale della nostra strategia –  ha aggiunto il ministro – e dobbiamo insistere perché con essa alziamo il livello di protezione soprattutto nei più fragili. Il campanello di allarme suonato da Oms deve fare alzare ancora la soglia di attenzione, però guardiamo comunque ai prossimi mesi con la consapevolezza che c'è uno strumento in più che sono i vaccini».

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