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7su7/La rassegna d’autore SPIN

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Scritto da Super User

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Prime pagine 

 

Bersani contro le larghe intese anti populisti: «Sono pronto al dialogo in diretta con Grillo»

 

Luigi Di Maio: «Niente alleati, avremo il 40%»

 

Terrorismo, stretta sui voli: provvedimenti di Usa e Regno Unito

 

Ue, sì all’intesa, ma è frenata sulle due velocità

 

Migranti, intesa con Berlino

 

No alla mafia, 25 mila a Locri. Don Ciotti: «Qui siamo tutti sbirri»

 

Addio a Reichlin, padre della sinistra

 

 

Politica

Francesca Schianchi intervista sulla Stampa, l’ex leader del Pd, Pierluigi Bersani: «E’ ora che Gentiloni si emancipi da Renzi e dica la verità agli italiani. Sulle nomine c’è lo zampino di Matteo e non del premier». E sul suo nuovo movimento afferma: «Siamo già ben oltre il 3-4%. Del resto mi stupisco che in questa fase già si sondino. Con Pisapia stiamo cercando la stessa cosa: un centrosinistra plurale. Ma nessuno dei due vuole fare un partitino». Proprio oggi, alle ore 17.00 presso il Tempio di Adriano verrà presentato il simbolo di “Articolo 1 – Movimento democratico e progressista”, elaborato dal team di comunicazione strategica SPIN e Intorno Design.

 

Luigi di Maio intervistato da Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera: «Pensiamo al governo e stiamo lavorando a un programma rivoluzionario. Questa è la nostra priorità ora. Non esistono preclusioni ma ci vogliono persone che condividano i nostri principi legati ai nostri temi: ambiente, acqua, energia, trasporti. Non avremo alleati, il Movimento raggiungerà il 40%».

 

L’ex premier Renzi risulta saldamente in testa nei primi congressi dei circoli dem e rilancia con i sondaggi del Nazareno: «Siamo al 28%, grillini al 26. La sfida sarà tra Pd e M5S. Avanti con il premio di lista. No ad alleanze a sinistra e al centro prima delle elezioni». Ne scrive il Messaggero.

 

«Solo uniti arginiamo il Movimento Cinque Stelle». Così Silvio Berlusconi, leader di Fi ai suoi alleati. Secondo quanto riporta Francesco Cramer sul Giornale, i sondaggi in mano al Cav. danno la coalizione sopra il 30%.

 

Eugenio Fatigante su Avvenire ricorda il traguardo dei primi 100 giorni di governo raggiunto da Paolo Gentiloni, il “mediatore”, che ieri ha ricevuto il primo ministro giapponese Shinzo Abe. Cento giorni “soft” nei quali il premier ha tracciato una nuova rotta eliminando le incertezze e costruendosi una prospettiva. 

 

Su Italia Oggi Marco Bertoncini registra come il processo di riforma della legge elettorale si sia “incagliato”. Tutti aspettano l’esito delle primarie del Pd, mentre nessuno riesce a far prevalere il progetto di legge che preferisce.

 

Economia

Secondo gli ultimi dati Istat – come riporta anche Dario Di Vico sul Corsera – in 970 mila famiglie italiane lavora soltanto la donna. Questi numeri aiutano a misurare gli effetti del Jobs Act. Senza busta paga e con un solo genitore oltre 200 mila realtà sono rette da nonni pensionati. È il Sud a pagare il prezzo più alto con la maggiore concentrazione di casi al limite della sussistenza.

 

L’incontro tra il ministro Padoan e la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, è stato “positivo” e “costruttivo”: ulteriori passi avanti, su Mps nessuna scadenza. Il vertice è servito per preparare il terreno per l’operazione veneta che presenta incognite aggiuntive rispetto a Siena. Gianni Trovati sul Sole 24 Ore.

 

Sul Messaggero Alessandro Cardini riporta il messaggio che il ministro Padoan ha voluto inviare ai colleghi europei per due giorni riuniti a Bruxelles: «L’azione per le riforme del governo continua anche se tecnicamente stiamo entrando nell’anno elettorale. La manovra per correggere il deficit sarà valutata nei termini e nei tempi previsti».

 

Esteri 

Stretta sui voli in partenza da dieci paesi mussulmani e diretti negli Usa e Regno Unito. Sarà vietato portare come bagaglio a mano computer o tablet. Consentiti i cellulari. Una misura antiterrorismo voluta da Trump che potrebbe essere adottata anche dall’Italia. Ne scrive Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera.

 

Sì all’intesa nell’Unione. Pronta la dichiarazione di Roma per l’Ue del dopo Brexit. Indebolito il riferimento alle due velocità a causa del no polacco. Ne scrive Alberto D’Argenio su Repubblica.

 

Il premier Gentiloni al Messaggero: «Da Roma la scossa all’Europa. I trattati saranno l’occasione per andare avanti con maggiore flessibilità. Ciascun Paese con il proprio passo, ma più responsabilità nel nuovo contesto».

 

Secondo il Sole 24 Ore, il primo dibattito tra i candidati alle presidenziali in Francia ha visto prevalere nettamente Macron. Come scrive Marco Moussanet, infatti, “il candidato centrista respinge brillantemente gli attacchi da destra e sinistra”. Nuovi guai per Fillon.

 

Immigrazione

Sulla Stampa intervista a Marco Minniti, ministro dell’Interno, che rilancia il piano di collaborazione europea sui migranti: «Intesa con la Germania per sbloccare l’accoglienza. Anche Svizzera e Austria ora apriranno le porte a quote di rifugiati. Stiamo lavorando ad un accordo con l’Egitto. In Libia l’unica strada è quella diplomatica».

 

Giustizia

Nella prima relazione il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma – ospite della prima edizione di LexFest (4-6 marzo 2016 a Cividale del Friuli) – denuncia: «Il sovraffollamento non è finito ma le condizioni sono migliorate dopo la sentenza Torreggiani. E i Cie sono peggiori del carcere. Bene gli identificativi per la polizia». Ne scrivono il Manifesto e il Dubbio.

 

L’ex braccio destro della Raggi, Raffaele Marra, si sfoga dal carcere: «I grillini mi hanno tradito e abbandonato. Altro che amici. Sono degli incompetenti». Ne scrive Ilario Lombardo sulla Stampa.

 

L’ultimo sondaggio Swg su un campione di 1500 cittadini mostra come un italiano su due non si fidi dei giudici. Per il 69% hanno obiettivi politici. Dati ribaltati rispetto a Mani Pulite quando l’83% li promoveva. L’analisi di Goffredo Buccini sul Corsera.

 

No alla mafie

In 25mila a Locri con Libera per dire no alle mafie: «Oggi siamo tutti sbirri. Qui per la Calabria che non accetta di essere identificata con la ‘ndrangheta, la massoneria, la corruzione», ha detto il fondatore di Libera Don Ciotti. Ne scrivono Carlo Macrì e Alfio Sciacca sul Corriere della Sera.

 

Addio a Reichlin

Alfredo Reichlin è morto ieri sera. Aveva 91 anni. Era stato partigiano nelle Brigate Garibaldi, dirigente e deputato per il Pci, allievo di Togliatti, poi in sintonia con Ingrao e la collaborazione con Berlinguer. Fu anche direttore dell’Unità. Ne scrive Paolo Franchi sul Corsera.

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