papa ausUn silenzio di meditazione e preghiera. E' la scelta di Papa Francesco, giunto al campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz, tappa significativa del suo viaggio apostolico in Polonia, in occasione della celebrazione a Cracovia della Giornata mondiale della Gioventù.

Il Papa, visibilmente commosso, ha varcato a piedi, da solo, il cancello del lager ed è passato sotto la famigerata scritta con lo slogan posto dai nazisti all'ingresso del campo di concentramento e di sterminio degli ebrei: "Arbeit macht frei", ovvero "Il lavoro rende liberi".

Dopo la lunga sosta in silenzio, riflessione e preghiera, seduto su una panchina con il volto chino e le mani giunte, la visita delle camerate dove erano detenuti i prigionieri e l'incontro con i sopravvissuti e i familiari delle vittime.

All'interno del lager di Auschwitz Papa Francesco ha incontrato un gruppo di ebrei sopravvissuti, che gli hanno offerto una candela con la quale ha acceso una lampada. Poi ha visitato il blocco 11, il cosiddetto 'blocco della morte'.

Il Pontefice si è inginocchiato, all'interno della cella dove era stato rinchiuso padre Massimiliamo Kolbe, il sacerdote, proclamato santo, di cui ricorre il 75° anno dalla morte, che offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero, padre di famiglia.

Il Papa ha donato al museo di Auschwitz una lampada votiva con stemma in argento dorato, opera dei fratelli Savi, costituita da una base in legno di noce tornito, che si ispira al reticolato del campo di concentramento ormai eroso dal tempo.

Dopo la visita ad Auschwitz, Francesco è giunto al campo di concentramento e di sterminio nazista di Birkeanu. I due lager distano appena tre chilometri, percorso che il Papa ha compiuto in auto fra ali di folla.