La Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso Open Arms

L’esito della votazione ha visto 13 voti favorevoli (5 della Lega, 4 di Forza Italia tra cui il presidente relatore, Maurizio Gasparri, uno di Fratelli d’Italia, uno del gruppo Autonomie e 2 di indipendenti ex Cinque Stelle Mario Michele Giarrusso e Alessandra Riccardi) contro 7 contrari e 3 assenti. A far discutere è soprattutto la posizione di Italia Viva, partito che si è astenuto dalla votazione.

Il relatore, Maurizio Gasparri, si è detto «soddisfatto per il voto alla mia relazione proposta. Ricordo che la Giunta non deve dare un giudizio di ordine penale, cosa che spetta alla magistratura: noi in base alla legge costituzionale dobbiamo valutare se in questi casi il membro di un governo abbia agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della sua funzione di governo».

Lo stesso Salvini ha dichiarato che la giunta «ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato», lanciando la sfida ha inoltre aggiunto in diretta su Facebook: «Adesso la parola passa all'aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo", aggiunge Salvini».

Il capogruppo di Italia Viva in Giunta, Francesco Bonifazi, ha difeso la posizione del proprio partito dicendo che «Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all'aula. Non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex Ministro dell'Interno dei fatti contestati».

Mario Michele Giarrusso, ex senatore dei 5 Stelle, ha affermato invece di aver seguito «la linea del Movimento che avevo portato avanti quando ero capogruppo in Giunta sul caso Diciotti. Una linea - prosegue - che era stata votata e approvata dalla rete sulla piattaforma Rousseau», contestando quindi il cambiamento di posizione del suo ex partito.

Liberi e Uguali, tra i più convinti sostenitori del no, accusano invece Italia Viva di aver commesso un «fatto molto grave. Italia viva, anche se la sua astensione non è stata determinante, si sta assumendo una responsabilità pesante».

Il procedimento non è ancora concluso, si attende il voto in Senato.