Le misure emanate dal governo di Giuseppe Conte per contare a tutti i costi il dilagare del nuovo coronavirus tra la popolazione hanno di fatto bloccato numerosissime imprese, impedendo la prosecuzione della produzione e dell’attività lavorativa: è stato lo stesso premier, in una delle numerose apparizioni social di questi giorni, a spiegare che con le norme emanate si sta «rallentando» il motore del Paese. La classe imprenditoriale ha raccolto inviti e discipline derivanti dai dettami dell’autorità governativa, impegnandosi inoltre attivamente per sostenere il tessuto produttivo, il sistema sanitario e i cittadini in questo momento di enorme difficoltà. Iniziative benefiche che hanno coinvolto numerose sigle e brand, grandi o piccole, che con somme di denaro o offerte di servizi gratuite stanno permettendo all’Italia di veleggiare anche nella tempesta che la sta travolgendo in pieno. Tra le aziende, qualcuna ha addirittura deciso di convertire la produzione industriale per finalizzarla alla creazione di strumenti utili e in questi giorni difficilmente reperibili, dalle mascherine ai respiratori per la terapia intensiva. 

 

Su queste basi poggia l’iniziativa voluta dalla d.ssa Patrizia Minnelli, direttore generale di AnciComunicare, la società di marketing istituzionale inhouse di ANCI, che ha lanciato la campagna #insiemeperilpaese, raccontando le storie di chi ha deciso di scendere in campo, con qualsiasi mezzo, per aiutare il territorio. Il distanziamento sociale, la chiusura delle scuole e delle imprese, l’impossibilità di recarsi in ufficio, ha tirato fuori dagli italiani una capacità di adattamento mai vista fino ad oggi: insegnati e alunni hanno riorganizzato i loro incontri telematicamente, e allo stesso modo lo smart working è entrato nelle priorità di tantissime società, che solo in questo modo stanno garantendo ai loro clienti la prosecuzione delle attività. 

 

Ottimo esempio è quello della multinazionale dell’informatica Cisco che, in accordo con Apple, ha messo a disposizione degli istituti scolastici gratuitamente fino al 30 giugno il software Webex: tramite la piattaforma viene facilitato lo scambio di contenuti e l’organizzazione di videolezioni e di momenti di discussione fra il corpo docente e gli studenti. Tra chi ha invece scelto di donare somme in denaro troviamo Intesa Sanpaolo, che ha staccato un assegno di cento milioni di euro per la Protezione Civile, e Snam, con venti milioni. Ha risposto alla chiamata anche Vodafone, che ha messo a disposizione la possibilità di consumare giga illimitati ai suoi utenti più giovani, oltre a donare 500mila euro. Technogym, invece, attiva nel settore fitness e wellnes, ha sostenuto con un milione di euro le necessità derivanti dall’emergenza. In campo anche il comparto energetico: Eni, partner unico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, ha finanziato con 30 milioni di euro la costruzione del Covid2 Hospital a Roma, finalizzato ad alleggerire l’enorme carico sul sistema ospedaliero, ed Enel ha investito 23 milioni per sostenere realtà ed associazioni attive nell’assistenza sanitaria e sociale. Tra i colossi del settore farmaceutico, Novartis ha donato un milione di euro alla regione Campania, con la campagna “per un’Italia a prova di futuro”, che prevede anche la consegna a domicilio di medicinali, offrendo gratuitamente i farmaci da lei prodotti che si stanno rivelando utili nella lotta al Covid-19. Invitalia, poi, società partecipata dallo Stato, si è resa disponibile a raccogliere le segnalazioni di aziende che vogliono avere un ruolo attivo in questa emergenza, presso l’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ancora dalla PA, Enterprise Contact ha messo a disposizione la sua piattaforma di allerta “sindaci in contatto”, per facilitare le comunicazioni tra i primi cittadini e i residenti.