«Siamo dentro la più grave crisi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale» (Giuseppe Conte, presidente del Consiglio)

«Andiamo verso un’economia di guerra» (Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria)

«Non possiamo farcela con strumenti anticrisi simili a quelli usati 10 anni fa» (Paolo Gentiloni, Commissario UE per gli Affari economici e monetari)

Il Governo ha dichiarato di voler approvare un nuovo provvedimento legislativo entro la prossima settimana per dare una risposta organica e strutturale alla crisi dell’economia.

È augurabile che non si ricorra all’uso di un DPCM e, quindi, che venga approvato un decreto legge da convertire poi in Aula, con il coinvolgimento di tutti i gruppi parlamentari.

La BCE ha messo a disposizione 1000 miliardi di euro per l’acquisto di titoli pubblici e privati, facendo così arrivare alle Banche una grande liquidità. Sul fronte interno, invece, il Governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco proprio ieri ha dichiarato che «di fronte ad una crisi planetaria occorre una controffensiva planetaria con un ampio coordinamento tra i Paesi e uno strumento nuovo (lasciando intendere di riferirsi agli Eurobond, nda) che possa essere utilizzato in breve tempo, così che la UE possa finanziare collettivamente quella vera e propria ricostruzione che seguirà l’attuale fase di emergenza». Dopo queste assicurazioni è auspicabile che il Parlamento torni a lavorare presto. 

Appare infatti patetica l’affermazione dell’on. Roberto Fico (M5S), presidente della Camera dei Deputati, quando dichiara che «il Parlamento è sempre stato aperto»: ma se è aperto e non lavora, non c’è dibattito in Aula, non si discute nelle Commissioni, in realtà è come se fosse chiuso! Una vera vergogna!

Occorre ogni sforzo per costruire una solida unità tra le forze politiche, per il bene di tutti.

Ci si augura quindi che il Sen. Matteo Salvini la smetta di inseguire l’impossibile e dia il suo contributo al consolidamento di un fronte comune necessario per superare l’emergenza.

C’è inoltre da sperare che il premier Giuseppe Conte privilegi in questa fase il lavoro di mediazione, ad ogni costo e sempre, evitando di considerare la comunicazione come un fatto prioritario.

È importante infatti che non si ripeta l’errore compiuto nei giorni scorsi: la conferenza stampa organizzata alle 23:10 per annunciare un provvedimento, tra l’altro ancora da prendere, ha generato confusione e polemiche.

Sarebbe utile piuttosto organizzare una cabina di regia a Palazzo Chigi, con la presenza di tecnici qualificati e rappresentanti dei gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione presenti in Parlamento.

Occorre fin d’ora individuare i settori dell’economia reale sui quali convogliare le risorse provenienti dalla UE, dallo Stato e dai privati.

Un ruolo strategico può essere svolto dal settore delle opere pubbliche, strategiche ai livelli nazionale, regionale, locale.

Consapevoli che il nostro Paese dispone del sistema bancario più forte d’Europa e di un enorme risparmio privato accumulato dalle famiglie – secondo per quantità solo a quello giapponese – occorre coinvolgere in questa prospettiva di lavoro l’Associazione della Banche Italiane (ABI), le Fondazioni Bancarie (ACRI), i privati organizzati nell’ANCE e nell’IGI, l’ANAS, le Ferrovie dello Stato e i Provveditorati alle Opere Pubbliche.

Luigi Grillo
già Senatore della Repubblica