È stato registrato un terremoto di magnitudo 6.5 durante la notte in Albania. La scossa ha colpito alle 2:54 ora locale (le 3:54 in Italia) la costa settentrionale dell'Albania vicino Durazzo (Durrës) ed è stata percepita anche sulle coste opposte, in Puglia e Basilicata.

Una situazione tragica, che ha provocato un bilancio di 6 morti ufficializzate dalle autorità “shqipërisë”, e di oltre 150 feriti. Due uomini sono stati rinvenuti sotto le macerie di un albergo locale nei pressi della spiaggia, così come un uomo è staro ritrovato sotto i resti di un palazzo crollato. A circa 40 chilometri a nord della capitale, Tirana, il crollo di tre palazzine a Thumana è stato fatale per due donne, mentre un uomo a Kurbin è morto dopo essersi gettato dal balcone nel tentativo di mettersi in salvo.

L’istituto geofisico americano (Usgs) ha registrato nel nordovest dell’Albania una nuova scossa di magnitudo 5.4 alle 07:08 con un epicentro a circa 22 chilometri da Mamurras. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e i colleghi americani, il sisma della notte ha avuto ipocentro a circa 10 km di profondità ed epicentro tra Shijak e Durazzo.

Il premier albanese Edi Rama ha parlato su Facebook di «momenti drammatici, in cui bisogna mantenere la calma e stare vicini l'uno all'altro per affrontare questo colpo. Tutte le strutture dello Stato sono operative per salvare ogni possibile vita».

L’Italia ha subito promesso sostegno alla nazione dei Balcani, in nome degli storici legami tra le due nazioni e per la stretta collaborazione commerciale. Enzo Amendola, ministro delle Politiche Comunitarie, ha assicurato di essere «pronti ad aiutare gli amici albanesi», così come sostiene il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha promesso sostegno ai cittadini albanesi a cui «va tutta la nostra solidarietà per un evento che è stato sentito anche dagli abitanti delle regioni del Sud Italia», come annunciato su Rai3 ad Agorà, assicurando che non risultano italiani coinvolti tra le vittime.

Edi Rama ha reso noto infatti che «dall’Italia sono partiti i primi aiuti. Il premier Conte ha inviato aerei con delle unità speciali», così come sono pronti a dare il proprio sostegno in questa “gara” di solidarietà la Grecia, la Francia e la Turchia, mentre dal Kosovo, altro paese legato culturalmente ed etnicamente all’Albania, sono partite in sostegno le unità del genio.