Ore concitate per il destino dell’ex Ilva. Il gruppo ArcelorMittal, proprietario delle attività Ilva Spa in Italia, ha notificato ai commissari straordinari dell'azienda la volontà di rescindere l'accordo per l'affitto con acquisizione di queste e delle controllate. L’azienda infatti «ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione», secondo i contenuti dell’accordo del 31 ottobre 2018.

Come motivazione, ArcelorMittal ha argomentato, oltre al mancato studio legale e ai provvedimenti del tribunale di Taranto, che «altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà di ArcelorMittal, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto».

Allarmato il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, così come i sindacati, che ha dichiarato: «Apprendiamo la notizia della volontá di ArcelorMittal di comunicare ai commissari la volontà di recedere il contratto. Significa che partono da oggi i 25 giorni per cui lavoratori e impianti ex Ilva torneranno all'Amministrazione Straordinaria. Tra le motivazioni principali, il pasticcio del Salva-imprese sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale». La collega del Fiom-Cgil, la segretaria generale Francesca Re David, la definisce come una decisione «inaccettabile». Aggiunge inoltre: «L'incontro con il governo, che chiediamo da settimane, diventa ormai urgentissimo». Per tanto, l’accusa all’operato del governo è pressante, giacché «è da tempo che noi evidenziamo forti preoccupazioni rispetto alla realizzazione dell'accordo. Il comportamento del governo è contraddittorio e inaccettabile: con il Conte 1 ha introdotto la tutela penale parallela agli investimenti e con il Conte 2 ha cancellato la stessa norma dando all'azienda l'alibi per arrivare a questa decisione».

A Roma, il Partito Democratico chiede al premier Giuseppe Conte di convocare l’azienda, per una vicenda su cui la segreteria nazionale (per voce di Pietro Bussolati) esprime «tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il presidente Conte convochi immediatamente Arcelor Mittal. Non si scherza con i lavoratori e con l'ambiente: pretendiamo serietà e rispetto».