L'ex presidente francese Jaques Chirac è morto oggi all'età di 86 anni. Ad annunciarlo, riportano i media francesi, è stato il genero Frédéric Salat-Baroux, marito della figlia Claude. Presidente francese fra il 1995 e il 1997, CHIRAC si era ritirato da tempo dalla vita pubblica. Aveva sofferto di un ictus nel 2005 e da allora era stato ricoverato più volte.

Nella sua lunga carriera, il gollista Jacques Chirac è stato ministro, primo ministro e sindaco di Parigi, prima di diventare presidente per due mandati. Il genero ha riferito che l'ex presidente si è spento in pace, circondato dai familiari. Chirac viveva con la moglie Bernadette nella loro casa parigina.

L'Assemblea nazionale e il Senato francesi hanno osservato un minuto di silenzio per rendere omaggio all'ex presidente Jacques Chirac, morto questa mattina all'età di 86 anni. «Abbiamo appena appreso della morte di Jacques Chirac, vi chiedo gentilmente di rendere omaggio alla sua memoria osservando un minuto di silenzio», ha detto il presidente dell'Assemblea, Richard Ferrand. I deputati e i membri del governo presenti si sono alzati per rendere omaggio all'ex capo di Stato, prima di sospendere temporaneamente i lavori.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è«commosso e devastato» per la morte dell'ex presidente francese Jacques Chirac. «Un grande statista» e «un grande amico», come ha detto la sua portavoce per conto del capo della Commissione. «La sua eredità per la Francia e l'Unione europea rimarrà per sempre», ha aggiunto la portavoce Mina Andreeva. «Il presidente Juncker non ha parole per esprimere il suo dolore», ha detto, aggiungendo che una «dichiarazione più lunga» verrà pubblicata in seguito.

Dopo la scomparsa di Jacques Chirac, l'attuale presidente francese, Emmanuel Macron, ha deciso di annullare l'odierna visita a Rodez, nel sud della Francia, dove avrebbe dovuto lanciare una «grande consultazione» pubblica sul futuro della riforma delle pensioni. L'attuale inquilino dell'Eliseo pronuncerà un discorso in tv alle 20.00 di questa sera in omaggio all'ex presidente scomparso.

Con Jacques Chirac «oggi scompare una parte della mia vita»: l'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, commenta così la morte di Chirac.

Francois Hollande, ex presidente francese socialista, saluta la memoria del neogollista Jacques Chirac, «un combattente, che seppe stabilire un legame personale con i francesi». Ricorda l'ex capo dello Stato scomparso anche l'attuale sindaca, Anne Hidalgo: «Parigi è in lutto, per noi parigine e parigini sarà per sempre il nostro sindaco, che amava appassionatamente la sua città e i suoi abitanti».

Le bandiere di tutti gli edifici della capitale saranno esposte a mezz'asta. Chirac fu rieletto 3 volte sindaco di Parigi, in tutto rimase primo cittadino per 18 anni. Proprio nel periodo in cui fu sindaco ebbe origine il caso degli impieghi fittizi nel suo partito (neogollisti) che gli costò, nel 2011, la condanna in tribunale, la prima di un presidente francese. All'Eliseo fu rieletto dopo un primo mandato, restando in tutto presidente per 12 anni, dal 1995 al 2007. Per due volte fu anche primo ministro, a ripetizione capo del partito neogollista e ministro. I suoi mandati all'Eliseo restano caratterizzati dal suo "no" alla seconda guerra in Iraq, alla fine della leva obbligatoria, al riconoscimento della responsabilità della Francia nei crimini nazisti, al passaggio dal mandato presidenziale di 7 anni a quello di 5. Due sconfitte nella corsa all'Eliseo - nel 1981 e nel 1988 sempre contro Francois Mitterrand - non lo fecero desistere e al terzo tentativo centrò l'obiettivo.

Legato per decenni da solide amicizie con leader del mondo arabo, Jacques Chirac resterà il presidente francese che, nel 2003, si rifiutò di partecipare alla guerra in Iraq voluta dagli Stati Uniti. A febbraio del 2003 Hans Blix, responsabile degli ispettori dell'Onu, pubblica il suo nuovo rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq e chiede ulteriori ispezioni. Al Consiglio di sicurezza dell'Onu, l'allora segretario di Stato Usa Colin Powell afferma che Saddam Hussein non collabora con le ispezioni. Convinto che una guerra destabilizzerà la regione, e augurandosi che le ispezioni proseguano, Chirac affida a Dominique de Villepin, ministro degli Esteri del governo Raffarin, il compito di condurre una battaglia diplomatica all'Onu. È tramite una vigorosa richiesta del suo ministro che la Francia, il 14 febbraio, annuncia la sua opposizione alla guerra. La virulenta requisitoria del ministro gli vale un applauso, pratica assai rara alle Nazioni unite. «In questo tempio delle Nazioni unite - dice questo fedelissimo del presidente - siamo i guardiani di un ideale, siamo i guardiani di una coscienza. La pesante responsabilità e l'immenso onore che sono nostri devono portarci a dare la priorità al disarmo in pace. Ed è un vecchio Paese, la Francia, un vecchio continente come il mio, l'Europa, che ve lo dice oggi, che ha conosciuto guerre, occupazione, barbarie... ».Il 18 marzo del 2003 Chirac dichiara: «L'Iraq non rappresenta oggi una minaccia immediata tanto da giustificare una guerra immediata. La Francia si appella alla responsabilità di tutti affinché la legalità internazionale venga rispettata. Liberarsi dalla legittimità delle Nazioni unite, privilegiare la forza rispetto al diritto, sarebbe assumersi una pesante responsabilità». Il capo dello Stato batte allora tutti i suoi record di popolarità, con tre quarti dei francesi che si dichiarano soddisfatti della sua azione. La seconda guerra in Iraq comincia il giorno dopo, scatenata dagli Stati Uniti alleati con il Regno Unito. Le relazioni con gli Usa ne risentiranno per diversi anni, ma Chirac ha ottenuto con questo rifiuto un'aura innegabile in molti Paesi.