E' iniziata in tarda mattinata nell'aula del Senato la discussione sulle comunicazioni programmatiche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier aveva consegnato ieri una sua memoria del discorso tenuto alla Camera. La replica di Conte è attesa intorno alle 15.30, con la chiama del voto di fiducia intorno alle 17 e il risultato attorno alle 18.

 Clima già caldo nell'emiciclo di Palazzo Madama dove il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato accolto dal coro «traditore, traditore» partito dai banchi della Lega.

L'Aula del Senato, in vista della replica del premier Giuseppe Conte, si sta riempiendo mentre c'è attesa per l'intervento di Matteo Salvini. Matteo Renzi invece non è ancora tra i banchi del Pd e, a quanto si apprende, non dovrebbe parlare.

E nel giorno in cui il governo Conte 2 si presenta al Senato per la fiducia, l'agenzia Moody's conferma il rating Baa3 dell'Italia con outlook stabile, in una analisi in cui evidenzia - fra l'altro - come «la forza istituzionale dell'Italia sia più bassa rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell'eurozona, con politici che spesso hanno avuto un atteggiamento 'volatile' ». Ma in questo scenario - aggiunge Moody's - «il presidente della repubblica ha un ruolo forte nel dare stabilità al sistema politico». Sul fronte strettamente economico, l'agenzia ricorda fra i punti di forza dell'Italia «una economia grande e diversificata con un basso debito del settore privato» e una «gestione professionale dell'elevato debito pubblico con un basso rischio di crisi di liquidità». Pesa invece «il potenziale di crescita che rimarrà debole in assenza di riforme strutturali, un debito pubblico che resterà elevato e vulnerabile agli shock futuri e la necessità di mantenere la fiducia degli investitori, date le elevate esigenze di rifinanziamento» con circa 280 miliardi di titoli a medio e lungo termine da rifinanziare nella restante parte del 2019 e nel 2020. Per il 2019 Moody's stima una crescita dell'economia italiana solo dello 0,2% e nel 2020 dello 0,5%, mentre il rapporto debito/Pil dovrebbe salire quest'anno al 133% e quindi toccare il 133,6% nel 2020.