Non si placa la crisi a Hong Kong. Continuano i tafferugli tra polizia ed un centinaio di manifestanti, dopo che nella scorsa notte un rappresentante studentesco era stato fermato per aver portato con sé un puntatore laser. Lo studente, Keith Fong, è stato accusato di possesso d’armi secondo il Guardian, ma l'unione studentesca dell'Università Battista di Hong Kong ha affermato che le accuse sono state fabbricate per compiere un arresto arbitrario. Tale arresto «dimostra chiaramente il potere della legge sull'estradizione», sostiene l’unione su Telegram.

Paesi stranieri come Australia, Regno Unito, Irlanda e Giappone invitano i propri connazionali a fare “molta attenzione” nei loro viaggi presso l’ex colonia britannica.

Interviene anche il governo, per bocca del capo dell'ufficio di gabinetto di Pechino, responsabile per gli affari di Hong Kong, Zhang Xiaoming, parlando ad un seminario a Shenzhen, secondo cui la situazione «è la più grave dal suo ritorno sotto la sovranità cinese», avvenuta nel 1997. Il rappresentante ha sottolineato inoltre come il governo di Xi Jinping sia molto preoccupato per le proteste che vanno avanti da due mesi contro le autorità locali, e che «sta valutando le decisioni da prendere, a tutti i livelli».