Sono stati desecretati tutti gli atti secretati dalle inchieste parlamentari della Commissione antimafia dal 1963 a oggi. Lo ha deciso l'organo parlamentare, a pochi giorni dal ventisettesimo anniversario della strage di via D'Amelio. «Antimafia trasparente. Da oggi su antimafia.parlamento.it sono accessibili a tutti per la prima volta gli atti della Commissione dal 1963 ad oggi. Seguite la diretta durante la quale ascolteremo anche degli audio inediti di Paolo Borsellino», scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra.

Intanto è la commemorazione della strage di via D'Amelio, a 27 anni dal 19 luglio '92, che segna il passaggio del testimone per chiedere verità e giustizia dai fratelli del giudice Paolo Borsellino, Rita e Salvatore ai nipoti. Sono loro, Chiara e Valentina Corrao e Nicola e Adele Di Cola che hanno preso parte all'organizzazione delle manifestazioni, per non dimenticare la morte del magistrato, presentate nella "Casa di Paolo" in via della Vetriera a Palermo. «Quando parlo con i miei coetanei - dice Chiara nel corso della presentazione della manifestazioni per il 27esimo anniversario - ho la consapevolezza che non tutti conoscono quanto successo nel 1992 a Palermo. Per questo noi nipoti abbiamo deciso di intraprendere un percorso per proseguire quanto hanno fatto mia zia Rita e mio zio Salvatore Borsellino. E' un impegno che vogliamo proseguire nel loro nome per proseguire la lotta per arrivare alla verità sulle stragi». Quest'anno l'associazione Agende Rosse e il centro studi Paolo Borsellino hanno organizzato una serie di incontri che li vede fianco a fianco. «Per me è l'anniversario più difficile - dice Salvatore Borsellino che non è andato a Roma a un'iniziativa dell'Antimafia che desecreta gli archivi ma è rimasto a Palermo insieme alla figlia in attesa del primogenito - Non ci sarà Rita al fianco e sarà certamente più dura». Alla presentazione oltre all'assessore comunale Adham Darawsha anche il presidente del centro Paolo Borsellino, Vittorio Teresi. «Bisogna ribadire che anche il 19 luglio si dice basta alle passerelle - afferma Teresi - Chi viene qui deve venire a raccontare la verità». Le manifestazioni iniziano il 17 alla casa di Paolo in via delle Vetriera, poi alle 20 alla Biblioteca Comunale a Casa Professa. Il 18 le manifestazioni si sposteranno in via D'Amelio sotto l'albero della pace con un incontro su storie di resistenza civile al femminile. Poi «l'acchianata» a Monte Pellegrino e una veglia con una messa a cura dell'Agesci. Il 19 sono previsti numerosi momenti in via D'Amelio luogo della strage.

Intanto, tra gli atti desecretati oggi, anche l’audizione del giudice Borsellino davanti alla Commissione antimafia l'anno prima di essere ucciso. «Di pomeriggio c'è una sola macchina per quattro magistrati e sistematicamente vado il pomeriggio in ufficio con la mia macchina, ed esco alle 21 o alle 22». Così il giudice Paolo Borsellino, che davanti a un deputato che gli fa notare che in questo modo riacquista la libertà, replica stizzito: «Che senso ha riacquistare la libertà di mattina per poi essere ucciso la sera».

Paolo Borsellino denunciò a Palazzo San Macuto la «gravità dei problemi, soprattutto di natura pratica, che dobbiamo affrontare tutti i giorni», «sottolineando soprattutto che con il fenomeno della gestione dei processi di mole incredibile, perché un solo processo è composto da centinaia di volumi e riempie intere stanze, è diventato indispensabile l'uso di attrezzature più moderne di queste rubriche e degli appunti».

E ancora: «Il computer è finalmente arrivato, purtroppo non sarà operativo se non fra qualche tempo. E' stato messo in un camerino e stiamo aspettando». «E' un computer della Honeywell - dice - ed è diventato indispensabile perché la mole dei dati contenuti anche in un solo processo è tale che non è più possibile usare i sistemi tradizionali delle rubrichette».