È definitivamente crollato alle ore 9:37 il Ponte Morandi di Genova, a 11 mesi dalla tragedia che ha sconvolto la città. Efficiente l’uso della dinamite e del plastico collocati sui piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell’ex viadotto, permettendo il crollo della struttura in modo verticale. A guidare le operazioni l’esperto esplosivista Danilo Coppe. Il vento ha soffiato via la nuvola di polvere venutasi a creare dissolvendola e disperdendola verso le colline della vallata, mentre gli idranti continuano a buttare acqua sulle macerie.

Emozionati il sindaco di Genova Metropolitana, Marco Bucci, e il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti. Presenti all’esplosione controllata il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "

Il sindaco nonché commissario ha riconosciuto che «è andato tutto secondo programma. Ritardo dovuto alla segnalazione di una persona in un appartamento. Alle 9,37 il ponte e venuto giù», che ha successivamente ringraziato tutti quelli che hanno lavorato. «Un grande lavoro che va riconosciuto», conclude. Fiducioso sulla ricostruzione il vicepremier Matteo Salvini.

Nel frattempo nella zona est del cantiere lungo il Polcevera, uno dei torrenti cittadini, riparte definitivamente la ricostruzione del nuovo ponte autostradale. Contrastanti le reazioni dei genovesi sui social in quelle ore, tra chi avrebbe desiderato restasse un pilone in memoria di quel tragico crollo e una rinnovata fiducia e attesa per il nuovo ponte.