È passato nelle Commissioni congiunte Bilancio e Finanze della Camera un emendamento del Partito democratico - a firma Sensi e Giachetti - che prevede un finanziamento di altri 3 milioni per il 2019 per Radio Radicale. Hanno votato a favore la Lega e tutti gli altri partiti, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. «Il Governo è andato sotto in Commissione su Radio Radicale. La Lega vota con le opposizioni per salvare la radio mentre i 5 stelle votano contro seguendo le indicazioni di parere contrario del ministro Castelli», ha detto la deputata del Pd Silvia Fregolent, Capogruppo in commissione Finanze.

Ed è arrivato subito il commento del vicepremier Luigi Di Maio che su facebook ha ascritto: «Oggi la maggioranza di governo si è spaccata, per la prima volta. E' stato così, è inutile nasconderlo. Si è spaccata su una proposta presentata dai renziani del Pd che prevede di regalare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici, soldi delle vostre tasse, a Radio Radicale. La Lega ha votato a favore (insieme a Forza Italia), con mia grande sorpresa. Il Movimento 5 Stelle ha ovviamente votato contro». Aggiungendo poi che «secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovra' spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd!».

Radio Radicale ha fatto il punto della situazione con una nota, sottolineando che l'approvazione dell'emendamento è «un importante primo passo, in attesa dell'approvazione nell'Aula della Camera e poi nelle Commissioni e nell'Aula Senato». Si parla inoltre di «un primo risultato ottenuto grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla lotta di questi mesi per la vita del servizio pubblico che la nostra emittente ha svolto negli ultimi 42 anni, servizio che l'Autorità per le Comunicazioni ha chiesto con segnalazione urgente al governo di non far interrompere, essendo scaduta la convenzione lo scorso 20 maggio, in attesa che venga messo a gara per i prossimi anni». Radio Radicale ha ringraziato «tutti i gruppi dell'opposizione, Pd, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Leu, +Europa, il Psi e le componenti del Gruppo Misto che si sono impegnati con convinzione al nostro fianco», ma anche «la Lega Salvini Premier senza la quale questo esito sarebbe stato impossibile» e anche «quei parlamentari del M5s che, in dissenso dalla posizione prevalente del movimento, hanno voluto riconoscere il servizio pubblico svolto da Radio Radicale e la necessità di ripristinare le risorse necessarie al suo proseguimento». «Non possiamo non ricordare il ruolo svolto al nostro fianco dalla Fnsi fin dall'inizio, gli oltre 300 cittadini che hanno con il loro digiuno dato vita ad una straordinaria battaglia nonviolenta, i 170 mila sottoscrittori della mozione su Change.org, gli esponenti del mondo accademico che con i loro straordinari appelli hanno rappresentato la voce del mondo dell'università e della ricerca», si rileva ancora. «Resta ora l'urgenza di realizzare quanto previsto dalla mozione approvata dal Senato nel bandire al più presto una gara per l'assegnazione del servizio delle trasmissioni delle sedute del Parlamento», conclude la nota di Radio Radicale.