Il vertice di questa sera fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, «sarà finalizzato a organizzare l'agenda di lavoro per i prossimi mesi e i prossimi anni che penso ci veda concordi con al centro il lavoro e la battaglia per diminuire il tasso di disoccupazione». Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano. La disoccupazione «si riduce solo se riduciamo la richiesta di tasse".

A proposito del vertice di stasera il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa nella sede del partito in via Bellerio, a Milano, ha sottolineato: «L'Italia ci chiede di più rispetto alla crescita dello zero virgola. L'unico modo per ottenerlo è pagare i debiti e tagliare le tasse».

Dal canto suo il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio a Radio Cusano Campus, ha dichiarato: «Andrà bene se rimettiamo in quella stanza dove avverrà il vertice i cittadini italiani, soprattutto i più giovani». «Abbiamo passato qualche mese, non lo nego, di tensioni, di problemi ma i cittadini a questo punto non è che sono preoccupati per Salvini, Di Maio o Conte sono preoccupati perché vogliono delle risposte. Io - ha aggiunto - Di Maio - stasera mi aspetto un sì sul salario minimo perché sono pronto a far approdare in Aula, come ministro del Lavoro, la legge che mette fuori legge gli stipendi da 2-3 euro l'ora; si parte - ha ricordato il Ministro - da 9 euro l'ora in su e ci sono stati dei rallentamenti in commissione Lavoro al Senato. Mi aspetto che la Lega ritiri gli emendamenti che provano a fermare il salario minimo. Mi aspetto - ha poi aggiunto Di Maio - che oggi raggiungiamo l'accordo sull'abbassamento delle tasse' che si abbassano con il 'carcere per i grandi evasori, quindi - ha detto - io mi aspetto un sì su questo e mi aspetto un si sulla lotta ai privilegi: ad agosto deve essere completata la riforma che taglia 345 parlamentari e l'altro punto, e siamo in ritardo, è l'altra legge sul taglio degli stipendi ai parlamentari».