Momento di paura domenica a Venezia per lo scontro tra una nave da crociera della Msc e un battello gran turismo nel canale della Giudecca che ha causato 4 feriti, turiste americane, neozelandesi e australiane tra i 67 e i 72 anni (nessuna in gravi condizioni) e che riapre la discussione sul transito delle grandi navi da crociera lungo i canali della laguna.

La Msc Opera, un colosso di 275 metri per 65mila tonnellate di stazza, era andata in avaria, proseguendo così in accelerata e senza possibilità di frenarsi, tanto che il cavo a poppa di uno dei rimorchiatori che facevano da guida si è spezzato, con la nave che, dopo aver grattato via parte della banchina in cemento armato, ha colpito la poppa della “River Countness”, dove i passeggeri stavano facendo colazione prima di cominciare a fuggire. Nessuno si è tuffato in acqua.

Il Ministero dei Trasporti ha convocato il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino e nel frattempo la Procura di Venezia per mano del procuratore Bruno Cerchi ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e starebbe valutando se procedere per il reato 1231 del codice di navigazione (inosservanza delle norme di sicurezza). Sono finiti sotto sequestro i sistemi di movimento (motorini, timone, scatola nera), ma non la nave stessa.

L'incidente ha riaperto la polemica sul piano alternativo per far arrivare le navi, attraverso la bocca di Malamocco, e il canale Vittorio Emanuele. Piano elaborato da tempo, che vede d'accordo Comune, Regione e compagnie crocieristiche, ma non ha ancora convinto il ministero dei trasporti. Dal canto suo il ministro Danilo Toninelli ha risposto twittando che «dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva». In risposta il vicepremier Matteo Salvini ha detto che «oggi qui è presente l'Italia del sì. C'è un progetto per le navi, bene, si faccia e subito».

Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli, ha affermato che l’incidente «è l 'ennesima conferma che le grandi navi non devono più passare per la Giudecca» e che «oltre alla tutela della città patrimonio Unesco, bisogna salvaguardare l'ambiente e l'incolumità di cittadini e turisti»

L’ex ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che già nel 2012 aveva vietato il passaggio delle navi sopra le 40mila tonnellate vicino a piazza San Marco grazie al decreto Clini-Passera fin quando non fosse stata trovata un’alternativa, ha attaccato il sistema burocratico italiano e i governi precedenti e attuali, da Renzi a Gentiloni e infine Conte, ricordando che simile impasse va tutta a favore delle compagnie crocieristiche, poiché «se ci sono dei rinvii e si allungano i tempi le compagnie delle navi da crociera riescono a fare affacciare dal balcone della cabina ancora più passeggeri e far guardare loro da vicino piazza san Marco. Più rinvii più passeggeri. E questo ha valore economico non indifferente».

L’Unesco inoltre ha minacciato di revocare la protezione sulla Laguna se entro febbraio non si farà di tutto per tutelare la salvaguardia dei beni architettonici e la vivibilità del luogo.