Terminato lo spoglio delle schede e completato l’elenco dei nuovi eurodeputati, a Bruxelles si apre la partita delle nomine dentro l’Unione. Sul tavolo il rinnovo della Commissione Europea e del presidente, i ruoli all’interno dell’Europarlamento (specie presidente) e i vertici della Banca centrale europea. Per questo motivo in queste ore si alterneranno una serie di incontri e vertici incrociati tra partiti, personalità, associazioni e alleanze.

Alle 18 è previsto il vertice informale tra i capi di stato e di governo, a cui parteciperà per l’Italia Giuseppe Conte, presidente del Consiglio. Nella stessa giornata si terranno i vertici del Partito Popolare Europeo (a cui parteciperà Silvio Berlusconi, che ha dichiarato solamente al suo arrivo «sono sempre stato in pista io, purtroppo» e che si appresterà ad incontrare il leader ungherese Viktor Orban, conteso tra il Ppe e le nuove alleanze a destra del partito europeo) e del Partito Socialista Europeo, dove il premier spagnolo Pedro Sanchez e il portoghese Antonio Costa, figure di riferimento per il partito, incontreranno il presidente francese Emmanuel Macron e i leader liberali, l’olandese Mark Rutte e il belga Charles Michel, in vista del vertice straordinario di stasera sulle nomine chiave dell’UE. Anche il gruppo Visegrad, l’importante alleanza politica, culturale, economica e militare tra Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, si incontrerà dapprima con Macron e poi tra loro, confermando l’importanza assunta dal gruppo nella politica europea. Il leader francese incontrerà inoltre Angela Merkel, cancelliere della Germania e l’attuale presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk.

Per quanto concerne la presidenza della Commissione Europea, secondo il quotidiano economico ceco Hospodarske l’alleanza di Visegrad ha già annunciato la propria proposta a favore di Maros Sevcovic, vicepresidente del gruppo e candidato alla presidenza della Slovacchia, mantenendosi disponibili tuttavia per la nomina del popolare francese Michel Barnier o della bulgara Kristalin Georgieva, chiedendo in cambio per Sevcovic la rappresentanza dell’Unione per gli affari esteri al posto di Federica Mogherini.

Il candidato di punta dei popolari, il bavarese Manfred Weber, ha dichiarato che «Il Ppe è la più grande famiglia politica europea, certo non festeggiamo la vittoria perché abbiamo perso dei seggi, ma siamo sempre i più forti. Vogliamo sederci insieme e trovare un compromesso con quelli che credono nell'Unione europea e vogliono una Ue più forte e ambiziosa - ha aggiunto -, per definire il programma o il mandato dei prossimi 5 anni».

Antonio Tajani, attuale presidente dell’Europarlamento, dopo la riunione della Conferenza dei presidenti ha affermato che «la maggioranza dei gruppi è a favore della posizione dello Spitzenkadidat», ovvero la procedura secondo cui la presidenza della Commissione viene conferita al leader del partito con maggior numero di seggi in Parlamento, un processo che ha da sempre nei liberali (e specialmente nel leader belga Guy Verhofstadt) i principali avversari ma che ha sempre trovato il favore del Ppe, dei socialisti e dei Verdi.