Il Parlamento ha approvato una serie di riforme per l’istruzione scolastica, suscitando perplessità e curiosità. Tra le novità previste l’abolizione delle note, delle sospensioni e delle espulsioni per le scuole elementari e la reintroduzione dell’insegnamento di Educazione Civica nei programmi.

È il ministro dell’istruzione, l’indipendente di area leghista Marco Bussetti, a difendere il progetto perché «la legalità, il rispetto e le regole della convivenza si imparano a partire dai banchi di scuola». Anche il ministro dell’Interno ha voluto aggiungere la sua opinione. Matteo Salvini infatti ha riproposto nuovamente l’idea di far usare i grembiuli o divise scolastiche non solo alle elementari ma anche alle medie.

Per quanto riguarda l’abrogazione delle note scolastiche alle elementari, la decisione è stata dettata anche dall’esigenza di superare l’antico Regio Decreto del 1928, portando per tanto il sottosegretario all’Istruzione, il pentastellato Salvatore Giuliano, a «rimette in capo alla responsabilità di scuola e famiglia la definizione delle sanzioni tenendo conto anche delle specifiche esigenze delle alunne e degli alunni di questa fascia d’età».

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha approvato la proposta, il quale invita ad una maggior coinvolgimento le famiglie, in virtù del Patto di corresponsabilità educativa.

Alla Camera inoltre la reintroduzione in tutte le scuole dell’Educazione civica (per 33 ore annue, corrispondenti ad un’ora a settimana) è stata approvata senza nessun voto contrario, su proposta Lega. L’insegnamento dell’educazione civica sarà inoltre integrato con esperienze extra-scolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore. Tuttavia la nuova legge, come ricordato dalle opposizioni, andrà a diminuire il monte ore di altre materie scolastiche. La legge passerà ora al vaglio del Senato.