Theresa May vola oggi a Bruxelles, dove il Consiglio europeo straordinario dovrebbe accordare al Regno Unito il rinvio della data della Brexit, prevista per il 12 aprile. La premier britannica ha chiesto una proroga fino al 30 giugno, mentre il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha proposto un rinvio flessibile fino a un anno.

Il governo britannico, impegnato in una trattativa bipartisan con il Partito laburista, ha bisogno di tempo per assicurarsi una maggioranza parlamentare in grado di approvare l'accordo di recesso negoziato con Bruxelles e già bocciato tre volte da Westminster. E' probabile che a questo punto la Gran Bretagna debba prendere parte alle elezioni europee di maggio.

Ieri, la premier ha incontrato a Berlino la cancelliera tedesca Angela Merkel e nel pomeriggio è volata a Parigi per colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron. Nel frattempo, la Camera dei Comuni approvava con 420 voti favorevoli e 110 contrari la richiesta della premier May di un rinvio della Brexit al 30 giugno.

Oggi è in programma un nuovo incontro tra la delegazione governativa e quella del Labour, per uscire dall'impasse politico che ha costretto Londra a chiedere un nuovo rinvio della Brexit, per evitare un'uscita dalla Ue senza accordo. La principale richiesta dei laburisti è la permanenza a lungo termine del Regno Unito nell'unione doganale con l'Unione europea.

Intanto in una bozza, preparata per la riunione dei capi di Stato e di governo della Ue,che sarà soggetta a vari rifacimenti, è scritto: «Il Consiglio europeo prende nota dell'impegno del Regno Unito di agire in un modo costruttivo e responsabile nel periodo di proroga in accordo con il dovere di cooperazione sincera e si aspetta che rispetti questo obbligo del Trattato in un modo che rifletta la sua situazione di Stato membro in uscita». Nel testo si aggiunge che il Regno Unito “faciliterà” il raggiungimento degli scopi dell'Unione e si “asterrà da qualsiasi misura che metta a repentaglio il conseguimento degli obiettivi dell'Unione”.

Nella bozza di conclusioni del Consiglio europeo è scritto che la proroga della Brexit durerà quanto necessario e in ogni caso non oltre ...'”Il testo e' in bianco”. Se l'accordo di uscita già negoziato è ratificato prima della data concordata, il ritiro del Regno Unito avverrà “il primo giorno del mese successivo”.

Nel testo si dice anche che la proroga non può permettere di minare il regolare funzionamento delle istituzioni dell'Unione” e che se il Regno Unito è tuttora membro della Ue il 23-26 maggio e non ha ratificato l'accordo “deve tenere le elezioni del Parlamento europeo. Se non lo farà “il ritiro avverrà il primo giugno 2019”.

Infine la bozza indica che l'accordo di divorzio già negoziato “non può essere riaperto” e che ogni impegno unilaterale, dichiarazione o atto deve essere compatibile con la sua lettera e il suo spirito. Il Consiglio ribadisce di essere pronto a riconsiderare la dichiarazione politica sulle future relazioni “se le posizioni del Regno Unito dovessero evolvere”.

Viene anche indicato che il Regno Unito ha un diritto di revoca della sua notifica in qualsiasi momento. Si tratta della notifica di decisione di uscita dall'Unione europea.

In un rapporto dell'Onu emerge che una Brexit senza accordo avvantaggerà la Cina e gli Stati Uniti, mentre l'Ue e altri partner commerciali della Gran Bretagna, come la Turchia, ne pagheranno le conseguenze. Secondo la Conferenza Onu per il commercio e lo sviluppo un divorzio brusco «colpirà in maniera significativa le condizioni d'accesso al mercato britannico dei Paesi in via di sviluppo e di quelli sviluppati»

Secondo il documento il mercato britannico rappresenta il 3,5% del commercio mondiale e il Regno Unito ha importato l'anno scorso 680 miliardi di dollari di merce dal resto del mondo. Più della metà dai Paesi europei, che senza accordo perderebbero circa 35 miliardi di dollari. Anche la Turchia sarebbe tra gli svantaggiati, con un taglio di 2,4 miliardi sulle sue esportazioni in Gran Bretagna.