Trattative diplomatiche sono in corso tra autorità italiane e tedesche per arrivare ad una soluzione per la nave Alan Kurdi della ong Sea Eye. "A bordo 64 persone salvate e 17 membri dell'equipaggio ora in attesa di una soluzione politica", spiega la ong tedesca che faceva sapere, intorno alle 22 di ieri, di essere "ancora in rotta di evasione" per trovare riparo dal maltempo.

 

Per ora la nave, per precauzione, si è tenuta a 15-20 miglia da Lampedusa, col suo carico di 64 migranti tra cui 12 donne e due bimbi (uno di appena 6 mesi). Il comandante della nave ha rispettato, per il momento, l'ordine intimato ieri dal Viminale di non entrare in acque italiane, negando così il porto sicuro richiesto.

 

Anche questa volta Salvini è pronto a non cedere di un millimetro. Li aveva già avvertiti ieri che in Italia avrebbero trovato solo porti chiusi e ieri, quando l'imbarcazione ha puntato verso Lampedusa, ha bloccato l'ingresso in acque territoriali italiane.

 

«Il nostro governo ha scritto al governo tedesco perché si faccia carico del problema e dal Viminale abbiamo diffidato la nave dall'entrare nelle acque italiane» ha spiegato. Il verbale è stato redatto dal ministero degli Affari esteri e inviato all'ambasciata tedesca.

 

Nel documento si legge:« Le autorità italiane non hanno in alcun momento assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso che sono avvenute ben al di fuori della zona Sar di responsabilità italiana»

 

Solo alle 15:30 di oggi (4 aprile) è, infatti, arrivata la richiesta di place of safety. «Sono tutti al sicuro sulla nostra nave», aveva twittato ieri l'organizzazione umanitaria dopo il soccorso. « Ora Italia e Malta assegnino loro un porto sicuro di sbarco», aveva anche chiesto Mediterranea Saving Human, il progetto italiano di soccorso promosso dai centri sociali capitanati da Luca Casarini.

 

E, nonostante il netto diniego di Salvini «Chiede un porto sicuro? Bene, vada ad Amburgo», hanno cercato lo scontro obbligando un intervento immediato del Viminale.

 

«Le modalità delle operazioni sin qui condotte - si legge ancora nel verbale - nonché la rotta successivamente intrapresa dalla nave risultano quantomeno dubbie dal punto di vista del rispetto delle norme europee ed italiane in materia di sicurezza e di controllo delle frontiere in contrasto all'immigrazione illegale».

 

« Un tentativo di ingresso nelle acque territoriali italiane costituirebbe dunque una minaccia al buon ordine e alla sicurezza dello Stato». Ed è proprio facendo riferimento all'articolo 19 della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare che Matteo Salvini ha ribadito il "no" all'ingresso in Italia della nave della Ong tedesca.

 

Contestualmente Salvini ha diramato ai massimi esponenti delle forze dell'ordine e della Difesa una direttiva per fornire "le linee operative per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima", dal momento che, "un eventuale transito nell'area marittima di competenza italiana" verrebbe considerato un "passaggio non inoffensivo"

 

Il ministro dell'Interno ha seguito l'evoluzione dei fatti da Parigi, dove è in corso il G7 dei ministri dell'Interno. A chi gli chiede un commento taglia corto spiegando che si tratta di "un problema tedesco". E proprio da Berlino sta, infatti, aspettando una risposta per risolvere l'impasse.