Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di accorciare la sua visita negli Stati Uniti e di rientrare più rapidamente nello Stato ebraico dopo l'attacco con razzo di questa mattina sparato dalla Striscia di Gaza contro la città di Tel Aviv, che ha provocato almeno sette feriti, tra cui tre bambini. Lo ha annunciato lo stesso premier israeliano, citando ragioni di "sicurezza". «Alla luce di eventi di sicurezza, ho deciso di interrompere la mia visita negli Stati Uniti», ha detto Netanyahu, definendo l'attacco un reato atroce che richiede una dura risposta israeliana. L'attacco aumenta il rischio di un'altra escalation tra le due parti a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 9 aprile.

Il premier israeliano ha infatti assicurato che il Paese «risponderà con forza» dopo il lancio del razzo dalla enclave palestinese amministrata dal movimento islamista Hamas. «Ho parlato con il capo di Stato maggiore, il capo dello Shin Bet e il capo dell'intelligence, vedono questo come un atto criminale contro lo Stato d'Israele». Il premier, da Washington, ha annunciato la decisione di tagliare la visita negli Usa e tornerà in patria dopo aver visto il presidente americano, Donald Trump.

Intanto il leader dei laburisti israeliani, Avi Gabbay, si è recato nella comunità a nord di Tel Aviv dove all'alba è caduto il razzo sparato dalla Striscia di Gaza. «Netanyahu è responsabile per la situazione di poca sicurezza. Ha perduto la sua deterrenza e rafforzato Hamas, è un fallimento come primo ministro e ministro della Difesa», ha attaccato Gabbay. «Può restare negli Usa a fare pubbliche relazioni - ha affermato Gabbay - che lasci la sicurezza nelle mani di chi ha piani pratici».

Fuoco 'amico' sul leader del Likud è arrivato anche da La Nuova Destra, il partito ultra-nazionalista guidato da Naftali Bennett. «La capacità di deterrenza di Israele è collassata e bisogna dire in tutta onestà che Netanyahu ha fallito contro Hamas». «Netanyahu è un buon primo ministro ma non come ministro della Difesa. E' arrivato il momento di incaricare Bennett per sconfiggere Hamas». Dalle fila del Likud, il ministro della Cultura, Miri Regev, ha risposto, assicurando che i terroristi non avranno scampo. «Non è in questione chi è più forte, la risposta è molto chiara, anche ai terroristi. Evacuare i quartier generali del terrore non li aiuterà questa volta, li scoveremo ovunque», ha promesso. Per la Regev, «dobbiamo tornare alla politica degli omicidi mirati, solo quando i leader di Hamas e della Jihad Islamica nella Striscia di Gaza sentono che vengono perseguitati e colpiti, cominceranno a trattarci diversamente». Per il portavoce del ministero degli Esteri, Emmanuel Nachson, si è trattato di «un atto di aggressione deliberato e pericoloso da parte dei terroristi palestinesi, incoraggiato senza dubbio dalla compiacenza del Consiglio Onu per i diritti umani».

Sul fronte opposto alti esponenti del movimento islamista Hamas nella Striscia di Gaza hanno affermato che il razzo lanciato oggi contro Tel Aviv è partito accidentalmente, smentendo così la tesi che l'incidente sia stato un deliberato attacco a Israele. I leader di Hamas, ha commentato oggi la radio militare dello Stato ebraico, hanno confessato l'errore alle autorità egiziane, che hanno spesso servito da mediatori per i colloqui tra Israele e il gruppo islamista. Da parte sua, l'organizzazione della Jihad islamica ha avvertito Israele di evitare ogni tentativo di rappresaglia. «La leadership israeliana dovrebbe sapere che risponderemo con la forza a qualsiasi attacco», ha reso noto il gruppo in un comunicato.

Intanto il leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar, ha annullato una prevista conferenza stampa. Lo ha riferito il sito del quotidiano 'Haaretz', citando fonti del movimento islamico, secondo le quali diversi esponenti di Hamas si sono rifugiati nei loro nascondigli in attesa della risposta militare di Israele. Nessuna organizzazione palestinese per il momento ha rivendicato la responsabilità del lancio del razzo.