«Ponti ha fatto un supplemento di integrazione, io ho semplicemente detto che se fosse necessario, una volta riuniti intorno al tavolo con i ministri competenti e con dossier e documenti alla mano, potremmo chiedere un supplemento di indagine», così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in un colloquio con La Stampa, a proposito della Tav. Conte aggiunge che «Se dovesse emergere qualche profilo di quella valutazione costi-benefici che merita approfondimento chiederò agli esperti che hanno redatto quella relazione e, in piena trasparenza, condurremo questo percorso e comunicheremo il risultato».

Nel colloquio Conte parla anche del rapporto con la Francia: «La stabilizzazione della Libia è un cammino concreto che passa anche dal rafforzamento dell'intesa tra Italia ed Emirati Arabi Uniti e sulla consapevolezza di una opportuna convergenza anche tra Roma e Parigi». In Libia «non bisogna limitarsi esclusivamente agli interessi economici ma dobbiamo evitare pericoli prossimi, tra flussi migratori, traffici illeciti di tutti i generi e minaccia terroristica che potrebbero avere una escalation». «Al momento con Parigi c'è convergenza di obiettivi e un aggiornamento costante», assicura il premier: «I nostri due Paesi hanno continuato a lavorare a tutti i livelli sul dossier libico, dall'intelligence in poi, non c'è divergenza sulla necessità di pervenire quanto prima alla stabilizzazione della Libia». In una lettera a Repubblica, Conte torna invece sul tema della messa in sicurezza del territorio, della lotta al dissesto idrogeologico e della prevenzione del nostro Paese: il Piano nazionale per la sicurezza del territorio, presentato due giorni fa, «'mette a sistema', riportando a unità, una miriade di norme, interventi e risorse che fino ad oggi risultavano sparse. Abbiamo voluto chiamarlo ProteggItalia, perché lo consideriamo una vera e propria 'terapia del nostro territorio'».

Intanto stamane durante il programma di Rai3 Agorà il professor Francesco Ramella Pezza, componente della Commissione costi-benefici sulla Tav, ha dichiarato che «L'impostazione corretta, che abbiamo anche ribadito al Ministro, è europea, ovvero si devono considerare i costi e i benefici per tutti coloro che sono coinvolti. Immaginiamo di realizzare una strada in Sicilia. La strada viene finanziata con i soldi di tutti gli italiani. E quando noi facciamo l'analisi costi-benefici dobbiamo considerare i costi di tutti e non solo la quota parte di finanziamento dei siciliani. Perché se no si arriverebbe al paradosso che le opere in Sicilia vengono finanziate dai lombardi, quelle in Lombardia vengono finanziate dai marchigiani e a questo punto la costi-benefici perde del tutto il suo valore».

Ed è di stamane anche la nota del ministero delle Infrastrutture e dei Traspporti in cui si legge che «L'ulteriore supplemento della analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione, che riguarda solo la parte italiana del tunnel di base e la tratta nazionale, è stato prodotto dal gruppo di lavoro del professor Ponti su uno specifico input giunto non dalla Presidenza del Consiglio».«Il risultato è comunque molto negativo - circa -2,5 miliardi nello scenario realistico».

A questo proposito la capogruppo Pd in Commissione Trasporti della Camera, Raffaella Paita, ha annunciato: «Presenteremo una mozione di sfiducia per Toninelli che ha bloccato i cantieri in tutta Italia, ha preso in giro gli italiani e per essere stato di fatto commissariato». Lo «Il 3 febbraio (1 mese fa) - sostiene Paita - Di Maio aveva definito la minitav una 'super cazzola'. Oggi apprendiamo che Conte (Mascetti?) sposa la linea minitav dettata dalla Lega. Un progetto che non esiste. Nulla di piu' assurdo e falso».

Anche da FI arrivano reazioni alla dichiarazione di Conte. In una nota di Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera e Responsabile Trasporti, Tlc e Poste di Forza Italia, si legge: «E' partito ieri sera il 'Conte alla rovescia' di Forza Italia in attesa che il governo decida se fare o non fare il Tav. Il Governo Conte, per voce del ministro Toninelli, ha detto che entro una settimana si deciderà se portare a termine l'opera o se bloccarla, e noi siamo pronti al countdown. Da questa mattina mancano 6 giorni. Il governo dirà sì o no? I forse, le mini Tav, non sono più ammessi: in palio ci sono centinaia di milioni di euro e il futuro dell'Italia».

Infine una nota del Mit dove si precisa che «L'ulteriore supplemento della analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione, che riguarda solo la parte italiana del tunnel di base e la tratta nazionale, è stato prodotto dal gruppo di lavoro del professor Ponti su uno specifico input giunto non dalla presidenza del Consiglio, ma dal Mit e solamente per lo scrupolo di voler dare un ulteriore riscontro al dibattito che si era creato intorno al metodo della analisi». «Come ammesso dagli stessi autori, che il ministero ringrazia per lo sforzo ulteriore, questo contributo si basa su una impostazione che in qualche modo distorce il corretto fondamento della analisi originale. Il risultato è comunque molto negativo - circa 2,5 miliardi nello scenario realistico, peraltro con una incidenza nettamente inferiore delle mancate accise incassate dallo Stato - e ciò nonostante si considerino i costi dell'investimento al netto dei fondi Ue che, tuttavia, arriveranno eventualmente in massima parte solo a consuntivo», aggiunge il Mit. «La bozza di questo supplemento è stata consegnata alla Struttura tecnica di missione del ministero soltanto nella giornata di ieri e sarà regolarmente pubblicata - conclude la nota - dopo il vaglio di conformità da parte della medesima Struttura».