«Il Governo ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso mese di maggio in Venezuela siano inficiate nella loro correttezza, legalità ed equità e, dunque, non attribuiscano legittimità democratica a chi ne sarebbe risultato vincitore, Nicolás Maduro. Di conseguenza, il Governo chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili. Devono essere elezioni libere, trasparenti e credibili; devono svolgersi in condizioni di piena democrazia e giustizia, con tutte le garanzie della comunità internazionale. Gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa». Così il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi ha illustrato la posizione del governo sul Venezuela nel corso di un'informativa alla Camera, specificando che «restano valide le elezioni dell'Assemblea nazionale». Il responsabile della Farnesina ha ripercorso le tappe della vicenda venezuelana, anche per rispondere alle critiche ricevute dal governo, specificando che l'esecutivo ha tenuto «regolarmente al corrente con lealtà e trasparenza i nostri alleati tradizionali, gli altri Governi dei Paesi dell'Unione europea, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite».

Moavero ha ricordato come il 26 gennaio scorso tutti gli Stati membri dell'Unione europea , Italia compresa, abbiano richiesto la convocazione urgente di nuove elezioni presidenziali, riservandosi in mancanza della convocazione di elezioni un riconoscimento di leadership al presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidó, ai sensi della interpretazione che veniva data alla Costituzione venezuelana. «Successivamente a questa dichiarazione c'è stata un'accelerazione da parte di una maggioranza di Stati dell'Unione europea, che ha proceduto al riconoscimento di Juan Guaidó come Presidente ad interim, e c'è stato, soprattutto, un voto importante il 31 di gennaio al Parlamento europeo con la medesima conclusione» ha sottolineato il capo della nostra diplomazia, aggiungendo poi come a livello di ministri degli Esteri in Ue si sia promosso un gruppo internazionale di contatto «che era stato già deciso in precedenza, che deve occuparsi di favorire un processo politico che consenta di realizzare al più presto elezioni presidenziali democratiche, portando ad una soluzione pacifica della crisi». «La condanna di ogni tipo di violenza, la richiesta di nuove elezioni presidenziali – ha aggiunto il ministro degli Esteri - restano i nostri punti cardine, ed è anche fondamentale agire al fine di far affluire gli aiuti umanitari per rispondere a tali esigenze primarie del popolo venezuelano. A questo proposito l'Italia ha anche proceduto ad un primo stanziamento di emergenza del valore di 2 milioni di euro, che è stato deciso a favore della popolazione del Venezuela, da erogarsi nel più assoluto rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario». 

Per quanto riguarda i nostri connazionali in Venezuela, «il Governo - assicura Moavero - si sta attivando affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane. È un dovere verso i nostri compatrioti che si trovano in questo Paese in una situazione così difficile, così come verso la comunità di origine italiana del Venezuela ». Critiche le opposizioni: dai banchi del Pd Piero Fassino rileva che «il presidente Guaidò non ha mancato di manifestare lo sconcerto suo e di gran parte del popolo venezuelano che in lui si riconosce per l'ambiguità, la tiepidezza, il 'cerchiobottismo' che sta caratterizzando la posizione italiana. Io credo che sia certamente una macchia per il nostro Paese essere stato l'unico Paese europeo ringraziato dal Presidente Maduro e quel ringraziamento suona davvero come la conferma di un'ambiguità della nostra posizione».

Sono iniziate intanto  nell'Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni di maggioranza ed opposizione alle comunicazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi relative alla situazione in Venezuela. Al termine i documenti verranno sottoposti al voto dell'Assemblea