L'ong tedesca SeaWatch ha deciso di rivolgersi alla Corte Europea dei diritti umani (CEDU) perché valuti se «il governo italiano, impedendo lo sbarco (dei migranti a bordo della nave della ong, Sea Watch 3) stia violando i diritti fondamentali delle persone soccorse». Lo ha reso noto la stessa ong con un lungo comunicato diffuso su Twitter.

Per i migranti a bordo della Sea Watch «noi apriremmo un nostro porto come fosse un corridoio umanitario per farli sbarcare, ma immediatamente dopo mandarli in Olanda». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Mattino cinque, osservando come il capitano dell'imbarcazione dopo avere salvato i naufraghi, «invece di dirigersi verso il porto più vicino, che era tunisino, ha deciso volontariamente di creare un caso internazionale, probabilmente anche per ottenere finanziamenti». Sulla Sea Watch - ha ricordato - «c'è un'ong tedesca, bussiamo alle porte della Germania, ma soprattutto c'è una bandiera olandese», quindi è dei Paesi Bassi «la responsabilità di intervenire». «L'Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane in questi anni, ma è finita l'epoca dei Renzi e dei Gentiloni. I porti italiani - ha ribadito Toninelli - si aprono quando spetta all'Italia aprirli. E cioè quando è la Guardia Costiera italiana a soccorrere» i migranti, cosa che non è avvenuta con la Sea Watch. Sulla gestione dei migranti, ha aggiunto, «oggi l'Italia con un governo serio e forte ha iniziato a farsi rispettare: stiamo aspettando la solidarietà europea»

Intanto continua la staffetta democratica sulla nave, oggi a Siracusa i parlamentari Pd Gennaro Migliore, Giuditta Pini, Lia Quartapelle, Luca Rizzo Nervo. «I 47 migranti devono scendere subito!». Così su twitter il senatore dem e segretario regionale del Pd Sicilia, Davide Faraone.

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha sottolineato come «I parlamentari del Pd passano il loro tempo a incontrare immigrati e denunciarmi. Io preferisco lavorare».

Intanto Giorgia Linardi, portavoce italiana di Sea Watch che ha incontrato, insieme all'avvocato Alessandro Gamberini, il procuratore di Siracusa, Fabio Scavone per chiarire la posizione del comandante della nave della Ong ha dichiarato che «Le persone a bordo mostrano chiari segni di impazienza e sofferenza e uno di loro è stato sedato ieri. Questo è quello cui state costringendo queste persone a due minuti e mezzo di navigazione dalla costa». Già ieri il magistrato aveva spiegato che il comandante non è indagato e non ha commesso alcun reato. «Mi dicono di una persona - dice Giorgia Linardi - che ieri è scoppiata a piangere e ha rifiutato il cibo. Persone che costrette a dormire in un unica stanza quindi 47 per ripararsi dal freddo ovviamente si svegliano perché queste condizioni gli ricordano quelle della prigionia libica che hanno recentemente vissuto».

Secondo il ministro della Salute Giulia Grillo invece «La situazione sulla nave Sea Watch dal punto di vista sanitario è assolutamente sotto controllo e comunque il nostro Paese ha fornito e fornirà sempre l'assistenza sanitaria; detto ciò riteniamo che non possiamo essere solo noi che ogni volta dobbiamo farci carico di un lavoro enorme». Il ministro ha anche sottolineato che «quando noi mandiamo in nostri medici, è il Paese Italia che paga mentre gli altri stanno a guardare affacciati alla finestra e non mi sembra il caso». E ha continuato parlando del voto sull'autorizzazione a procedere in giudizio contro il ministro dell'interno Matteo Salvini per il caso Diciotti e affermando:  «Sono allineata a quello che decidiamo all'interno del movimento, vedo però politicamente importante il messaggio che siamo tutti uniti in questa battaglia, quindi poi va valutato concretamente il quesito». «Quella sulla Diciotti», ha spiegato Grillo «è stata un'azione di governo, concertata e condivisa da tutti noi ministri, quindi non ritengo Salvini l'unico responsabile di questa azione. Il messaggio deve essere chiaro: questo governo ha un'azione corale precisa, come sta avendo in questi giorni sulla Sea Watch, per mettere fine a questa situazione ignobile per cui l'Italia deve essere giornalmente messa in difficoltà di fronte a un problema che è evidente che non riguardi solo il nostro paese»

Sul fronte internazionale la Corte europea dei diritti umani, a quanto appreso dall’ANSA da fonti della stessa Corte, ha ricevuto le informazioni inviate dal governo italiano sulla vicenda SeaWatch e sta facendo le sue valutazioni per decidere sul caso. Dopo che venerdì scorso il comandante della nave, il capo della missione di soccorso e uno degli immigrati a bordo avevano chiesto a Strasburgo di 'ordinare' all'Italia di far sbarcare le 47 persone a bordo, la Corte aveva inviato una serie di domande sia alle autorita' italiane che alla stessa Sea Watch. 

«La commissione sta seguendo da vicino la vicenda» della Sea Watch 3 «fin dall'inizio e stiamo avendo un ruolo di coordinatore attivo, come ci e' stato chiesto, e come fatto in altri casi simili in passato, per facilitare lo sbarco delle persone sulla Sea Watch 3». Così una portavoce della Commissione Ue, precisando che «per la Commissione la priorità è la sicurezza delle persone a bordo e per tutti noi dovrebbe essere di facilitare questo sbarco il prima possibile. La Commissione Ue sta prendendo contatti con vari Paesi».