Il giudice del lavoro di Milano conferma il licenziamento di Marica Ricutti da Ikea per motivi disciplinarmente rilevanti.

La donna, 39enne madre di due figli, balzò alle cronache nel 2017, quando venne licenziata dalla nota azienda svedese a causa del reiterato mancato rispetto dei turni di lavoro. La dipendente fece ricorso accusando l'azienda di comportamento discrimanatorio. A suo dire i turni di lavoro erano incompatibili con le terapie di uno dei due figli, disabile al 100%. 

Il giudice, rifacendosi integralmente all'ordinanza con cui un altro suo collega aveva respinto la richiesta di reintegro, afferma che la donna ha tenuto comportamenti «di una gravità tale da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore». Per il giudice, il comportamento valutato dal Contratto nazionale di lavoro «come esempio di condotta integrante gli estremi per il licenziamento disciplinare» è «l'insubordinazione verso i superiori accompagnata da comportamento oltraggioso» e il «comportamento oltraggioso della Ricutti era già pienamente integrato dall'accertata frase 'mi avete rotto i c..." pronunciata ad alta voce nei confronti di una superiore». L'organo giudicante conclude sostenendo che «i fatti disciplinarmente rilevanti e contestati dalla datrice di lavoro a Ricutti sono pienamente confermati e la difesa della ricorrente non ha introdotto ulteriori elementi per modificare il giudizio quanto alla proporzionalità del provvedimento espulsivo».

Tuttavia il giudice ha ritenuto opportuno compensare le spese nel procedimento, considerate le seguenti attenuanti: che Marica Ricutti avrebbe continuato a seguire le vecchie turnazioni su consiglio della sindacalista che ha seguito il suo caso, e che la frase ingiuriosa sia emersa in un contesto di reali difficoltà famigliari e lavorative.

Sostanzialmente Marica Ricutti è stata definitivamente licenziata da Ikea ma non dovrà fronteggiare le spese legali dell'accusa.