Saranno 34 milioni gli americani che, stando agli attuali sondaggi, voteranno alle elezioni di Midterm, previste per martedì 6 Novembre 2018. Queste consultazioni potrebbero essere decisive per la fine del trumpismo. Se i democratici otterrano la maggioranza alla Camera, potranno chiedere l'impeachment per il presidente, basandosi sulle accuse di tradimento, corruzione o infrazione.

Numerose imprese, da Gap a Levi's, e celebrità come Oprah Winfrey e Julianne Moore si sono attivate per promuovere il voto, bussando porta a porta e inviando messaggi via internet, questo a prescindere da suggerimenti su eventuali candidati. Alcune aziende offriranno la giornata libera ai loro impiegati per consentirgli di andare a votare. Lyft e Uber inolte prevedono sconti per chi vorrà noleggiare un'auto il giorno del voto.

Attualmente i democratici sono in vantaggio di 7 punti (50% contro il 43% dei Repubblicani), ma ciò non è affatto indicativo: tradizionalmente infatti l'elettorato democratico è il meno prevedibile. Come spiega anche Eugene Kontorovich, professore alla George Mason’s Antonin Scalia Law School, informazioni dell'ultimo minuto potrebbero condizionare il voto e determinarne gli esiti in senso opposto rispetto al previsto.

Gli elettori che propendono per la conferma del voto a Trump sono invece condizionati dalle politiche che il presidente porta avanti da prima dell'inizio del suo mandato in materia di immigrazione e dal boom economico (il Pil è aumentato del 4,1% nel secondo trimestre grazie all'aumento dei consumi e delle esportazioni).

Il presidente Trump potrebbe non ottenere la maggioranza nelle elezioni di Midterm, ma questo non necessariamente implicherà la fine del trumpismo, anzi. Potrebbe infatti costituire un alibi per giustificare eventuali mancate promesse (il muro col Messico) o addirittura trasformare il presidente in un martire - qualora fosse avviata la procedura di impeachment -, rinnovandone l'immagine a suo favore in previsione delle presidenziali del 2020.

Al momento per il prossimo early voting, a prescindere dal risultato finale, si registra la più alta percentuale di affluenza nel XX secolo (40-50%) e il più elevato dispendio economico (5 miliardi di dollari spesi).