I soccorritori erano al lavoro dal 23 giugno per salvare dodici ragazzi tra gli undici e i quindici anni e il loro allenatore, dispersi in una grotta nel nord della Thailandia. Nelle ultime ore l’annuncio del lieto fine: i ragazzi sono stati ritrovati dai sommozzatori e stanno tutti bene.

Già a mezzogiorno di oggi (ora italiana) le squadre di ricerca erano giunte a poche centinaia di metri dal punto in cui ritenevano di trovare le persone intrappolate. L’ipotesi si basava sul fatto che i ragazzi, impauriti dall’innalzamento delle acque, si fossero rifugiati in un anfratto da queste non raggiunto, rimanendo tuttavia bloccati lì proprio a causa dell’acqua

A guidare le ricerche il governatore della provincia di Chiang Rai, la grotta è quella di Tham Luang, mentre la cavità è chiamata “Pattaya Beach”. Il percorso necessario per raggiungere i ragazzini era formato da un cunicolo pieno di saliscendi e ricoperto dal fango, accumulatosi durante l’allagamento della grotta della scorsa settimana. Mille persone hanno partecipato alle ricerche, con un dispiegamento di forze che ha coinvolto anche sei Paesi stranieri.

L’intera Thailandia è rimasta per nove giorni col fiato sospeso, nella speranza che questa storia avesse il lieto fine che meritava. L’emozione più forte nella scuola che i ragazzini frequentavano: ogni mattina insegnanti e studenti si sono riuniti in cortile per recitare una preghiera «alla dea Nang Non, agli angeli e a tutti gli esseri sacri» affinché salvassero queste persone «che sono miei amici».

Adesso, come confermano diverse fonti fra cui la Bbc, i ragazzi sono stati ritrovati sani e salvi. Le previsioni dei soccorritori si sono rivelate corrette, ed in effetti nessun componente della squadra ha mai lasciato – durante questi 9 giorni – il luogo asciutto in cui si era trovato intrappolato. «Li abbiamo trovati ed erano tutti 13 vivi, ci prenderemo cura di loro sino a quando potranno spostarsi» fa sapere il governatore della regione, il quale ricorda anche che «ciò non significa la fine della missione: dobbiamo ora far defluire tutta l'acqua dalla grotta e portarli fuori». Le operazioni di salvataggio, infatti, vedranno i soccorritori rimanere nella grotta con i ragazzi fino a quando non saranno tutti in grado di percorrere i più di tre chilometri che li separano dall'uscita. «Porteremo loro del cibo, - spiega ancora il governatore - ma non siamo sicuri che possano nutrirsi da soli perché non mangiano da molto tempo, manderemo da loro anche un medico in grado di immergersi».