Durante il Convegno Quadri del 7/8 giugno a Roma, Anga, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli, festeggerà i suoi primi 60 anni. Sarà un’occasione di confronto e proposte su come migliorare l’agricoltura italiana partendo dai giovani.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Paolo Bardin, presidente di Anga Belluno, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Ci può raccontare il suo rapporto con l’agricoltura, con il territorio e con gli imprenditori agricoli della sua zona?

«Sono presidente di Anga Belluno, ma non ho un’azienda agricola. Nel gruppo che gestisco ci sono aziende agricole dalle produzioni disparate, ma attinenti al comparto montano (cereali, viticoltura, produzione di birra artigianale e altro)».

Al Convegno Quadri si parlerà di sostenibilità e innovazione qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Essere sostenibili è un obbligo verso il nostro territorio e deve andare di pari passo con l’attività agricola. Se non si preserva l’ambiente e l’agricoltura c’è il rischio che i boschi avanzino mangiando il suolo destinato alle coltivazioni. L’innovazione è uno dei punti su cui gli associati di Anga Belluno si stanno maggiormente informando, attraverso corsi di formazione, investimenti tecnologici e nuove colture per migliorare il prodotto finale, come l’uso dei vigneti resistenti».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Sono entrato in Anga perché sono appassionato di agricoltura e, conoscendo la vecchia classe dirigente, ho preso a cuore la rifondazione di Anga Belluno. Ho chiamato tutti i ragazzi under 30 iscritti a Confagricoltura per formare una nuova associazione di giovani agricoltori. Il mio incarico dura da circa un mandato e mezzo e fra qualche mese lascerò la presidenza per consentire un passaggio generazionale. Si è creato un gruppo di amici e abbiamo organizzato diverse iniziative di formazione e di informazione sul tema delle attività agricole di montagna che hanno coinvolto non solo la provincia di Belluno, ma anche quelle limitrofe. La cosa che più mi ha colpito di Anga è l’entusiasmo contagioso dei giovani che vogliono collaborare e confrontarsi sulle diverse esperienze e sulle diverse attività».