La sostenibilità come valore morale e la definizione oggettiva della qualità saranno due dei temi di discussione ai tavoli del Convegno Quadri di Anga, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli, che si terrà a Roma il 7/8 giugno.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Emanuele Savona, vicepresidente nazionale di Anga, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Sono direttore di un’azienda agricola agrituristica dal 2003, l’“Azienda Agriturismo Masseria La Chiusa”, grande circa 150 ettari nella quale produciamo in regime biologico: vino, olio, un centinaio di vegetali diversi, legumi e grano che sfruttiamo a livello ristorativo. Inoltre, abbiamo una struttura composta da 50 posti letto. Tranne alcuni prodotti come vino e olio, che esportiamo, il resto rimane all’interno e viene trasformato in pietanza per la ristorazione».

Lei è vicepresidente nazionale, qual è lo scopo del Convegno Quadri del 7/8 giugno?

«Tutto è nato dalla volontà di mostrare e celebrare il percorso intrapreso in questi ultimi 3 anni, donando un simbolo che possa lasciare una traccia in chi partecipa. Anga quest’anno celebra i suoi 60 anni, per cui abbiamo pensato di festeggiare la ricorrenza con un evento che colleghi passato e futuro. Da qui nasce il titolo dell’iniziativa, “60 anni di Agricoltura Giovane, Sostenibile e di Qualità”, e la volontà di sviscerare le tre parole appena descritte. Il cuore dell’iniziativa? Dimostrare che "i giovani siamo noi” non solo a livello anagrafico, ma con una visione del mondo dell’agricoltura tutta nostra».

All’evento si parlerà di giovani, qualità e sostenibilità. Qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Giovani per noi significa investire su sé stessi e sulla nostra formazione professionale, sulla sostenibilità e la qualità. Da qui ci chiediamo cosa significhi realmente qualità in ogni comparto produttivo delle nostre aziende. In questo processo Anga rappresenta un mezzo per raggiungere di un parametro oggettivo di qualità attraverso dei termini di paragone come il lavoro dei colleghi o delle grandi certificazioni di qualità. L’associazione aiuta quindi a trovare le condizioni nelle quali l’azienda e il suo prodotto possono operare, in base a parametri di qualità. L’ultimo punto è la sostenibilità. Ognuno di noi imposta la sua azienda affinché tenda ad essere sostenibile perché la nostra visione deve essere proiettata su cosa vogliamo lasciare ai nostri figli. Da questa prospettiva, la sostenibilità diventa un valore morale per l’azienda e, inoltre, una prerogativa del mercato che ricerca aziende sempre più sostenibili estromettedo chi non lo è. Il ruolo di Anga, che aiuta gli imprenditori agricoli dall’interno a capire se il passo che una impresa vuole compiere è sostenibile a livello sociale o ambientale, è cruciale per definire il concetto di sostenibilità».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Sono un associato storico di Anga, sono qui da 10 anni. In tutto questo tempo ho colto diversi aspetti positivi che sono serviti per la mia crescita personale e imprenditoriale. Anga è fondamentale per tutti i giovani agricoltori perché permette di andare oltre le lamentele sindacali, offrendo opportunità da cogliere. È la storia associativa che racconta le numerose opportunità per i propri consociati».

Potrebbe raccontarci i risultati raggiunti da Anga in Sicilia? Quali le attività svolte?

«Sono associati oltre 100 imprenditori agricoli in tutto il territorio siciliano. Nell’ultimo anno sono state approfondite principalmente attività convegnistiche e le problematiche dei comparti produttivi. A questo abbiamo aggiunto tematiche legate alla formazione sindacale degli imprenditori per stimolare anche il gioco di squadra. Nell'ultimo periodo abbiamo anche organizzato un attività di sostegno per le popolazioni di Norcia e Amatrice colpite dal terremoto».