Ancora scontri e terrorismo in Africa. Non si ferma la scia di sangue che macchia il continente, dalla Repubblica Centrafricana alla Nigeria. Nella prima, la nazione dove papa Francesco diede il via al Giubileo della Misericordia, continua la guerriglia fra i fedeli cristiani e quelli islamici. Secondo l’agenzia France Presse, ci sarebbero già sedici vittime.

La chiesa di Nostra Signora di Fatima è stata oggetto di un attacco portato a termine con granate e armi semiautomatiche, proprio mentre l’edificio era gremito di fedeli che assistevano a una celebrazione in onore di San Giuseppe. Nell’attentato, secondo Radio France Internationale, sarebbero rimaste ferite oltre 60 persone e uccise 9, fra cui un sacerdote, padre Albert Toungoumalè-Baba. Nessuna certezza sulla paternità dell’attacco, riconducibile probabilmente ai miliziani islamici del Pk5. Il bilancio sarebbe destinato a crescere.

In Nigeria, invece, la piccola città nordorientale di Mubi è stata scossa da due attentati suicidi che hanno provocato almeno 60 vittime. Secondo quanto riportano fonti locali, gli attentatori avrebbero scelto come luogo dell’esplosione una moschea e un mercato. Fra le voci che raccontano quali drammi stia vivendo la popolazione, c’è quella di un volontario, Habu Saleh, che dice: «Abbiamo trasportato decine di morti e di feriti all'ospedale e i soccorritori sono all'opera». 

I due attacchi erano probabilmente coordinati, dal momento che solo pochi minuti li hanno divisi. Il primo kamikaze ha colpito in una moschea durante la preghiera del pomeriggio, l’altro invece fra le bancarelle che vendevano dell’usato. Sebbene non ci siano state rivendicazioni ufficiali, è piuttosto probabile che gli attacchi siano riconducibili al gruppo islamista di Boko Haram, che dal 2009 ormai porta avanti una guerriglia che non risparmia nessun cittadino.